Il Codacons vuole vederci chiaro
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fonte:
- Il Quotidiano del Sud
C’È chi vuole andare a fondo, capire il perché dell’ennesimo cedimento a Longobardi. E soprattutto di chi è la responsabilità. Co-sì l’avvocato Claudio Cricenti, referente provinciale del Codacons, ha formalmente presentato istanza di accesso agli atti, indirizzando una missiva all’amministrazione comunale guidata dal sindaco Maria Limardo. «Una problematica che necessita di una gestione, una analisi ed una presa di posizione al fine di assicurare la circolazione stradale, la libertà di movimento ma soprattutto la tutela ambientale, la rimozione di situazioni di pericolo per salute e ambiente, oltre che possibili pregiudizi di natura erariale.A render necessaria l’odierna nota è la notizia, ampiamente diffusa da parte della cronaca giornalistica, delle condizioni della strada che collega Vibo Valentia città alla Marina, passando da Longobardi», ha detto in premessa il referente del sodalizio a tutela e sostegno dei consumatori. Nei giorni scorsi, infatti, il manto stradale è collassato nuovamente, ed il sindaco, insieme all’assessore Giovanni Russo, alla Polizia locale e all’impresa che ha eseguito i recenti lavori, si sono recati sul posto per verificare le condizioni della strada. «Nel frattempo l’arteria che collega la città capoluogo alle Marinate resterà chiusa a tempo indeterminato. Così si legge nell’ordinanza n. 33: “Non esistono le condizioni minime di sicurezza per la transitabilità del medesimo tratto stradale in nessuno dei due sensi di marcia”. La Polizia locale ha ordinato pertanto la “chiusura con decorrenza immediata e fino a cessate esigenze determinate dal ripristino delle condizioni di sicurezza”», ha continuato Claudio Cricenti. Ha poi citato il Quotidiano del Sud, dove è stato documentato anche a livello fotografico che nonostante i lavori, ultimati il 2 luglio scorso, di ripristino della carreggiata a seguito del crollo dell’autunno 2019 (che avevano determinato una riduzione del traffico veicolare per diversi mesi), la stessa ha iniziato a presentare delle crepe ad appena un mese di distanza. Dopo le ultime piogge la situazione si è ulteriormente aggravata: una parte di asfalto ha ceduto rendendo necessario l’intervento dei Vigili del fuoco per la messa in sicurezza dell’arteria, che è stata chiusa totalmente al traffico. Un esponente politico, Francesco Colelli del Pd, ha chiesto anche le dimissioni del sindaco Limardo. Per questi motivi, il Codacons ha formulato istanza di accesso «chiedendo l’ostensione di atti, documenti, verbali, determine, delibere, ed ogni altro atto dal quale possano evincersi- in relazione al tratto di strada che collega Vibo città a Vibo Marina passando per Longobardi – le azioni intraprese dal Comune: a tutela e sicurezza della circolazione stradale;a tutela del territorio e dell’ambiente; per far fronte alle gravi ripercussioni per turismo, spostamenti per motivi commerciali e lavorativi; per far fronte alle gravissime ripercussioni per trasporti, collegamenti per motivi sanitari e di pronto intervento; per impedire l’isolamento di una determinata fascia di utenti; per assicurare esigenze di natura erariale in quanto trattasi di lavori solo recentemente appaltati per i quali si sono già verificate situazioni di cedimento; per individuare le cause tecniche dei continui cedimenti». Il Codacons ha deciso di agire in tal senso al fine di conoscere: «Gli atti finalizzati a mettere il tratto di strada in sicurezza e quindi gli atti con i quali sono stati appaltati i lavori di rifacimento della strada, ultimati il 2 luglio scorso a seguito del crollo dell’autunno 2019; i verbali e i documenti tecnici utilizzati per appaltare la gara a seguito del crollo nell’autunno 2019 ed il progetto al fine di individuare i documenti utilizzati ed elaborati per lo studio del terreno e la corretta progettazione dei lavori;i documenti tecnici e contabili utilizzati per l’espletamento dei lavori di ripristino successivi ai crolli dopo la consegna dei lavori nel luglio 2021; i documenti legali, tecnici e contabili che eventualmente sono stati adottati per individuare le cause dei continui problemi, per agire nei confronti dei soggetti individuati come responsabili; gli atti adottati per l’avvio di azioni legali per far fronte a quello che sembra un inadempimento contrattuale ma che, ai fini della presente istanza, si appalesa come un grave pregiudizio per i diritti della collettività».
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