Acqua, luce e carburanti alle stelle Stangata di 123 euro al mese a famiglia
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fonte:
- La Tribuna di Treviso
Andrea De Polo Da un giorno all’altro un pieno di benzina costa 5 euro in più, mentre i prezzi in bolletta di luce e gas sono lievitati dal primo ottobre, come previsto. Ma non esiste praticamente settore che non veda un aumento dei costi: trasporti, ristorazione, prodotti alimentari, tutti soffrono della carenza mondiale di materie prime che si traduce, poi, in prezzi più alti. Codacons parla di «una mazzata da complessivi 1.481 euro a famiglia l’anno», 123 euro e spiccioli in più ogni mese. Franco Conte, presidente regionale del Codacons, lancia un appello a Zaia affinché partano ispezioni sui rincari, e suggerisce alle piccole imprese di organizzare consorzi di acquisto delle materie prime. Stefano Bellotto, di Adiconsum, prevede ancora diversi mesi di aumenti a tutti i livelli.
«In questo scenario il Governo, per la prima volta, è intervenuto per ridurre gli effetti sulle fasce sociali più deboli» sottolinea Franco Conte di Codacons. «Il fenomeno è di drammatico rilievo per artigiani, commercianti e famiglie anche se che statisticamente vengono classificati come “benestanti”. La Regione è assente su questo fronte e i Comuni poco hanno fatto pur negli spazi limitati di operatività come la Tarsu. Per questo vorremmo che il presidente Luca Zaia uscisse dal monocolore dell’emergenza Covid e si dedicasse anche alla crisi del caro materie prime per le piccole imprese, e del caro carburanti. Ci accingiamo a chiedere un incontro per mettere a punto un osservatorio prezzi, non nella obsoleta falsariga di precedenti osservatori che si riducevano a prendere atto degli aumenti, tanto che li avevano ribattezzati “luoghi di contemplazione” dell’aumento dei prezzi». Conte, inoltre, ricorda che gli aumenti “sospetti” si possono segnalare allo stesso Codacons.
«Prima di rivendicare una secessione poi ricondotta ad una più mite autonomia regionale, Zaia dimostri capacità di intervento, accanto a chi sta pagando due volte questa crisi: prima con l’inattività ora con una raffica di aumenti che rischiano di mettere fuorigioco migliaia di imprese e di umiliare i consumi delle famiglie venete» ricorda Conte. «Nell’incontro proporremo una funzione ispettiva verso chi procede ai rincari, verificandone la giustificazione nei fatti e nei dati contabili e, ritornando a una iniziativa del dopoguerra, proporremo di sostenere consorzi di acquisto, che unendo le esigenze di materie prime delle piccole aziende, consentano di conseguire i prezzi che strappano le grandi imprese».
La carenza di materie prime e l’aumento dei prezzi sono la “tempesta perfetta” descritta da Stefano Bellotto di Adiconsum Treviso. «Stiamo mettendo a punto un centro studi che per il momento ha creato un sistema di verifica dei costi dei carburanti, per capire se sono in linea con le indicazioni previste dal Mise. La dinamica è in rialzo, 5 euro in più di pieno nell’ultima settimana» spiega Bellotto. Nei prossimi mesi cosa dobbiamo aspettarci? «Con le prime bollette vedremo i costi dell’aumento della materia prima, perché sugli altri oneri l’intervento del governo c’è stato. Avremo da subito costi molti più alti, inverno e autunno non sappiamo come saranno a meno di misure di tipo politico che rivedano accise e oneri di sistema». Insomma, l’orizzonte non cambierà a breve. «Aumenteranno anche i beni di consumo» conclude Bellotto, «abbiamo buttato via un anno non ripensando ai processi produttivi, a cosa produrre e a come produrre. Perché mancano i chip dell’auto? Perché le aziende che li fanno hanno concentrato produzione e distribuzione sui device usati per lo smart working. Ora che c’è una ripresa, diviene molto costosa. È saltato qualcosa nella catena di produzione. E le famiglie già indebitate soffriranno sempre di più». —
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