Il pasticcio delle schede scambiate Comunali, ultime ore per scegliere
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fonte:
- la Repubblica
Ghantuz Cubbe È il più temuto degli schieramenti. Il partito degli astenuti è silente ma ieri, fuori dai seggi, si è fatto sentire: niente file, nessuna attesa per votare. Alle 19 l’affluenza ha raggiunto il 29,5%. In calo rispetto al 2016 quando, però, c’era un solo giorno a disposizione per recarsi alle urne. In questa tornata a disposizione c’è ancora la giornata di oggi: si può votare dalle 7 alle 15, le ultime otto ore a disposizione prima che chiudano i seggi e il rebus affluenza venga sciolto definitivamente. Oltre l’astensione, preoccupano anche i problemi riscontrati per votare: nel municipio XV, ai 2416 e 2337, mancavano all’appello alcuni elenchi di elettori, mentre nel 577 in mattinata il voto è stato bloccato perché avevano le schede del municipio V. Idem in III e in via Cilea all’Infernetto, nel X municipio. Qui il Comune ha consegnato schede elettorali appartenenti alla prima circoscrizione. In IV, in mattinata aveva già votato una cinquantina di elettori, ma sulle schede di un altro municipio. Nel frattempo fuori da alcuni seggi la lista Demos è stata affissa accanto al Popolo della Famiglia invece di essere sistemata tra quelle a sostegno del dem Roberto Gualtieri. Infine, il Codacons oggi presenterà un esposto in Procura e al garante per la privacy per alcuni messaggi inviati su WhatsApp da movimenti politici che appoggiano la sindaca uscente Virginia Raggi con cui si invitano i cittadini a recarsi alle urne, nonostante il silenzio elettorale. Tornando all’affluenza: nel 2016 alle 19 aveva votato il 39,41% degli aventi diritto: una decina di punti in meno rispetto a questa tornata. Al netto del fatto che le urne sono aperte anche oggi e i numeri aumenteranno, sembrano lontani i tempi in cui, 20 anni fa, ai seggi andava il 75,5% degli elettori mandando al ballottaggio Antonio Tajani e Walter Veltroni, poi eletto sindaco. La parabola discendente non si è mai fermata e nel 2013 (l’anno di Gianni Alemanno contro Ignazio Marino) partecipava il 52,9%. Una leggera risalita c’è stata nel 2016 quando si è recato alle urne il 57,2% che ha portato al testa a testa tra Virginia Raggi e Roberto Giachetti.I candidati sperano che oggi ci sia uno sprint e ieri il primo a recarsi al seggio è stato Enrico Michetti: alle 9 e 30 circa era alla sezione in via Giovanni de Calvi, zona Portuense e poco dopo, verso le 10, la sindaca uscente Virginia Raggi ha votato nel quartiere di Ottavia, dove abita, lamentando difficoltà nel piegare la scheda.Che il civico Carlo Calenda ha sfoderato a due passi da Fontana di Trevi, accompagnato dalla moglie che da ieri lo ha messo a dieta. Poi il dem Roberto Gualtieri: ha infilato la scheda nell’urna verso le 11, all’Istituto Federico Caffè nel quartiere Monteverde, ringraziando gli scrutatori per il loro lavoro. Nessuno dei principali candidati ha rotto il silenzio elettorale e il voto nella Capitale ha interessato anche il presidente del Consiglio Mario Draghi che ha votato al liceo Goffredo Mameli nel primo pomeriggio. Si è votato anche per le suppletive alla Camera nel collegio di Primavalle e qui alle 19 aveva votato il 26,80% degli aventi diritto.
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