«Riserva dannunziana senza gestore» Esposto al prefetto delle associazioni
-
fonte:
- Il Messaggero
DOPO IL ROGO A due mesi dall’incendio che ha devastato una parte rilevante della riserva della Pineta dannunziana proseguono le indagini del gruppo investigativo dei carabinieri forestali che, proprio una decina di giorni fa, hanno effettuato l’ultimo di una lunga serie di sopralluoghi per ricostruire origine e andamento delle fiamme.I forestali hanno effettuato una quantità di riscontri basati anche sul materiale video e foto offerto dalla popolazione nelle ore e nei giorni immediatamente successivi all’incendio. Tante le testimonianze, ma moltissimi anche gli esposti, sia di cittadini che di associazioni, che hanno denunciato degrado e cattiva manutenzione in molte delle aree che sono state colpite dal fuoco. Da ultimo, il documento collettivo inviato al Prefetto da Codacons Abruzzo, Consiglio delle sezioni d’Abruzzo di Italia Nostra Onlus, Archeoclub d’Italia sede di Pescara, Associazione Mila DonnAmbiente, Le Majellane, Coordinamento Nazionale per gli Alberi e il Paesaggio (Conalpa), delegazione Pescara-Chieti, Gruppo Unitario per le Foreste Italiane,Touring Club Italiano, Console d’Abruzzo, Fiab Pescarabici ha ottenuto un primo riscontro. Il rappresentante del governo ha infatti sollecitato il Comune a fornire spiegazioni in merito a una serie di elementi che il legale di Codacons Abruzzo aveva messo in evidenza. «La riserva naturale regionale Pineta dannunziana è d’interesse regionale e al Comune è demandata la gestione attraverso l’istituzione di organi della Riserva – sostengono le associazioni – la gestione della Riserva attraverso la giunta comunale così come è stata fatta fino a oggi, è irregolare essendo la giunta un organo cui, a seguito della riforma Bassanini, non sono attribuiti funzioni dirigenziali. Per cui atti amministrativi e scelte attive vengono date come incarico a dirigenti e funzionari, di volta in volta, precludendo l’individuazione di un ente gestore deputato al “management” della Riserva. Una situazione ventennale di palese illegittimità, che ha impedito di fatto l’adozione di iniziative dirette a prevenire il pericolo di danno. Le associazioni portatrici d’interessi collettivi e diffusi – prosegue il documento – da tempo denunciano la mancanza di un organo di gestione, di un comitato scientifico e/o di un direttore”.
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- AMBIENTE
-
Tags: incendio, Pineta dannunziana
