2 Ottobre 2021

«Riserva dannunziana senza gestore» Esposto al prefetto delle associazioni

DOPO  IL  ROGO  due  mesi  dall’incendio  che  ha  devastato  una  parte  rilevante  della  riserva  della  Pineta  dannunziana  proseguono  le  indagini  del  gruppo  investigativo  dei  carabinieri  forestali  che,  proprio  una  decina  di  giorni  fa,  hanno  effettuato  l’ultimo  di  una  lunga  serie  di  sopralluoghi  per  ricostruire  origine  andamento  delle  fiamme.I  forestali  hanno  effettuato  una  quantità  di  riscontri  basati  anche  sul  materiale  video  foto  offerto  dalla  popolazione  nelle  ore  nei  giorni  immediatamente  successivi  all’incendio.  Tante  le  testimonianze,  ma  moltissimi  anche  gli  esposti,  sia  di  cittadini  che  di  associazioni,  che  hanno  denunciato  degrado  cattiva  manutenzione  in  molte  delle  aree  che  sono  state  colpite  dal  fuoco.  Da  ultimo,  il  documento  collettivo  inviato  al  Prefetto  da  Codacons  Abruzzo,  Consiglio  delle  sezioni  d’Abruzzo  di  Italia  Nostra  Onlus,  Archeoclub  d’Italia  sede  di  Pescara,  Associazione  Mila  DonnAmbiente,  Le  Majellane,  Coordinamento  Nazionale  per  gli  Alberi  il  Paesaggio  (Conalpa),  delegazione  Pescara-Chieti,  Gruppo  Unitario  per  le  Foreste  Italiane,Touring  Club  Italiano,  Console  d’Abruzzo,  Fiab  Pescarabici  ha  ottenuto  un  primo  riscontro.  Il  rappresentante  del  governo  ha  infatti  sollecitato  il  Comune  fornire  spiegazioni  in  merito  una  serie  di  elementi  che  il  legale  di  Codacons  Abruzzo  aveva  messo  in  evidenza.  «La  riserva  naturale  regionale  Pineta  dannunziana  è  d’interesse  regionale  al  Comune  è  demandata  la  gestione  attraverso  l’istituzione  di  organi  della  Riserva  – sostengono  le  associazioni  – la  gestione  della  Riserva  attraverso  la  giunta  comunale  così  come  è  stata  fatta  fino  oggi,  è  irregolare  essendo  la  giunta  un  organo  cui,  seguito  della  riforma  Bassanini,  non  sono  attribuiti  funzioni  dirigenziali.  Per  cui  atti  amministrativi  scelte  attive  vengono  date  come  incarico  dirigenti  funzionari,  di  volta  in  volta,  precludendo  l’individuazione  di  un  ente  gestore  deputato  al  “management”  della  Riserva.  Una  situazione  ventennale  di  palese  illegittimità,  che  ha  impedito  di  fatto  l’adozione  di  iniziative  dirette  prevenire  il  pericolo  di  danno.  Le  associazioni  portatrici  d’interessi  collettivi  diffusi  – prosegue  il  documento  – da  tempo  denunciano  la  mancanza  di  un organo di gestione, di un comitato scientifico e/o di un direttore”.

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