Bollette, stop rincari alle famiglie fragili ma le quarantene restano non pagate
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fonte:
- la Repubblica
Roberto Petrini ROMA — Scudo di tre mesi all’aumento delle bollette del gas e della luce per circa 3 milioni di famiglie disagiate, per 6 milioni di microimprese e per 26 milioni di utenze domestiche fino a 16,5 kw saranno azzerate le aliquote relative agli oneri di sistema. Il provvedimento varato ieri dal consiglio dei ministri ha messo sul tavolo circa 3 miliardi per impedire il rincaro nell’ultimo trimestre dell’anno delle utenze domestiche e aziendali. L’intervento è indirizzato soprattutto alle famiglie in condizioni di disagio e alle piccole attività, ma per l’intera platea dei consumatori è prevista una riduzione temporanea dell’Iva sul gas al 5 per cento dagli attuali livelli del 22 (che pagano le imprese)e 10 per cento (che pagano le famiglie). Stop del Tesoro invece al varo previsto, fino alle ultime ore, del provvedimento per prorogare a quest’anno le indennità di quarantena: per i 900 milioni necessari ci vuole tempo per individuare con precisione le coperture. Maretta anche per la proroga delle cartelle: il governo è diviso tra chi come la Lega chiede un intervento più radicale e chi propende per una proroga più limitata. «In assenza di un intervento, nel prossimo trimestre il prezzo dell’elettricità potrebbe salire del 40 per cento,e quello del gas del 30», ha detto il premier Mario Draghi, nel suo discorso all’assemblea di Confindustria. Si tratta di un intervento, ha aggiunto, che «ha una forte valenza sociale, per aiutare in particolare i più poveri e i più fragili», ha spiegato, sollecitando poi un’azione «anche a livello europeo, per diversificare le forniture di energia e rafforzare il potere contrattuale dei Paesi acquirenti». Soddisfatti i partiti della maggioranza, da Pd, a Lega a Forza Italia. «Un provvedimento importante per imprese e famiglie. Specialmente per le fasce di reddito basse e per le categorie più fragili. Segnale importante del fatto che nessuno deve restare indietro», ha commentato il ministro del Lavoro Andrea Orlando Nel dettaglio le misure che porteranno al quasi totale azzeramento degli aumenti previsti intervengono a vantaggio delle oltre 3 milioni di famiglie che attualmente beneficiano del cosiddetto “bonus energia”, cioè di nuclei che hanno un Isee inferiore agli 8.265 euro all’anno (livello che sale a 20 mila fino a quattro figli), di pensionati, di percettori del reddito di cittadinanza,di utenti in gravi condizioni di salute. Per altri 2,5 milioni di utenti, che spesso di sovrappongono con quelli della luce, in quanto già beneficiano del “bonus gas”, ci sarà un analogo azzeramento del rincaro sul metano. Quanto alle microimprese, a circa 6 milioni piccole aziende saranno azzerate le aliquote relative agli oneri generali di sistema. Il meccanismo della sterilizzazione degli oneri di sistema è anche quello applicato per ridurre l’impatto sull’intera platea delle utenze domestiche fino a 16,5 kw. Per sterilizzare gli oneri di sistema il decreto stanzia circa due miliardi e mezzo di cui 2 per la bolletta della luce (compensati per 700 milioni con il ricavato delle aste di CO2 e con il trasferimento di 1,3 miliardi alla Cassa per i servizi energetici e ambientali)e 480 milioni per il taglio degli oneri generali sulla bolletta del gas.A questi fondi si aggiungono 450 milioni che andranno a rafforzare il bonus sociale – che da quest’anno arriva in automatico a chi ne ha diritto, basta aver presentato la domanda e richiesto l’Isee per altri servizi. Non sono soddisfatte invece le associazioni dei consumatori. «Si tratta di palliativi che avranno effetti solo nel breve periodo ma non risolvono il problema delle bollette né eviteranno i futuri rialzi delle tariffe – spiega il presidente del Codacons Carlo Rienzi -. Per il 2022 le previsioni sono estremamente negative e si attendono nuovi rincari per luce e gas, che non possono essere fronteggiati operando solo sugli oneri di sistema e tagliando l’Iva per soli 3 mesi. A tale situazione si aggiunge la stangata d’autunno che sta per abbattersi sui consumatori italiani, tra forti aumenti dei prezzi al dettaglio, caro-scuola e record della benzina alla pompa, e che potrebbe costare 1.500 euro a famiglia». Anche Assoutenti si dichiara «totalmente delusa dalle misure del governo»e chiede interventi più strutturali e non solo temporanei.
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