E il M5S5 si rivolge all’Agcom “Par condicio, legge violata”
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fonte:
- Il Mattino
Da un lato la desta a piazza della Libertà. Dall’altro un esposto all’Agcom. Anzi, due. A invocare l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni sono il deputato del M5S5 Angelo Tofalo e l’avvocato del Codacons Campania Maria Cristina Rizzo. Che annuncia anche una denuncia alla Procura della Repubblica per abuso in atti di ufficio. Nel mirino c’è il manifesto d’invito all’inaugurazione della piazza che, riportando in basso la scritta «Vincenzo Napoli Sindaco», violerebbe l’articolo 9 della legge sulla par condicio. E renderebbe l’inaugurazione «un pacchiano spot per le elezioni comunali». Non solo: la polemica per il taglio del nastro s’incrocia con quella relativa alle celebrazioni di San Matteo, oggi alle 18, sullo slargo progettato da Ricardo Bofill. «Trovo inaccettabile la violazione della normativa di propaganda elettorale, non solo perché mortifica il principio della par condicio, ma soprattutto perché interferisce negativamente sul libero processo di formazione democratica del consenso, oltre a rendere la città più brutta», attacca Tofalo. Il deputato, che già si era rivolto al ministro dell’Interno, annuncia un esposto all’Agcom. L’affondo ha anche un altro obiettivo: «Si utilizzano 100 mila euro di fondi regionali, quindi pubblici, per allestire un palco. Si potevano dare alla mensa per i poveri». Il riferimento dell’ex sottosegretario è a una delibera di giunta comunale che destina 100 mila euro ricevuti dalla Regione Campania per la stagione lirico/musicale 2021 all’allestimento del palco. Il tutto, si legge nell’atto, perché «in sostituzione degli eventi che non si sono tenuti, il maestro Oren ha proposto di eseguire, sotto la direzione artistica del Teatro Verdi, un concerto di “Musica Sacra” in occasione del Pontificale del santo patrono». Per Tofalo si tratta di una «grave violazione» della giunta, che impiega soldi pubblici «come comunicazione istituzionale per finanziare una manifestazione spot per la campagna elettorale».E attacca il sindaco Napoli definendolo «commissariato dalla famiglia De Luca che ancora una volta,a gamba tesa, interviene nella campagna elettorale, addirittura tagliando nastri di opere pubbliche».I CANDIDATI Sulla presunta violazione della legge sulla par condicio intervengono anche i candidati sindaco Gianpaolo Lambiase e Simona Libera Scocozza. Per Lambiase «è chiaro che il taglio del nastro di questa opera pubblica è una evidente iniziativa di propaganda elettorale». Ma è su monsignor Bellandi che punta il dito: «Ciò che mi lascia sbalordito è il fatto che si tenga, con il consenso dell’arcivescovo, la messa del santo patrono in quel luogo». Anche per Scocozza san Matteo «si e presto trasformato in un’occasione di spot per la campagna elettorale unale. Per l’ennesima volta assisteremo all’inaugurazione di piazza della Libertà».E lancia un ap-pello al vescovo: «Mi auguro che sia direttamente chi officia il rito a tenere a bada gli ardori e il voler fare carriera dei politici nostrani». Quanto alla piazza, per l’aspirante sindaco «non è una realizzazione che risolverà i problemi dei salernitani. Avverto molto distacco. Solo un ostinato 3% e qualche personaggio che ha comprato la casa nel Crescent pensa ancora che si tratti di un’opera determinante». Bordate arrivano anche dal candidato del centrodestra, Michele Sarno: «Mentre l’amministrazione prova a giocarsi l’ultimo disperato tentativo per riconquistare consenso, il mondo del commercio è sempre più in crisi. San Matteo doveva essere l’occasione per rilanciare la città in termini economici e non l’ennesimo spot elettorale”.
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