La grande STANGATA
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fonte:
- La Verità
A lugli o c’è stato un primo assaggio. La batosta arriverà tra un paio di settimane.Se il governo e l’autorità dell’energia Arera non interverranno,i prezzi dell’energia potrebbero crescere fra il 30% e il 40%. Il caro bollette coinvolge tutto il mon do, ma in Italia si fa sentire di p iù per la dipendenza del nostro Paese dai fornitori esteri. La ripresa dell’economia dopo il blocco della pandemia ha fatto impennare il fabbisogno energetico. Le materie prime non reggono il passo della crescita produttiva. La richiesta di metano soprattutto per l’industria è altissima e l’offerta bassa, le fonti rin novabili non bastan o a soddisfare la domanda mentre le normative ambientali fanno rincarare i costi di produzione. Chi emette CO2 nel ciclo produttivo deve pagare i diritti di emissione che vengono gradualmente aumentati per spingere le imprese a utilizzare energia pulita. Questo sistema si riflette sui costi di produzione e quindi sui prezzi. Anche l’inflazione ha rialzato la testa. Oltre metà dell’e- lettricità p r odotta in Italia viene da centrali termoelettriche a ciclo combinato alimentate con metano. Un anno fa le quotazioni internazionali del gas stavano tra 20 e 30 euro per 1.000 chilowattora, oggi sono raddoppiate.I rincari si scaricano sulle bollette, sulle qu ali pesano anch e fattori quali le spese di distribuzione e trasporto, le tasse, le ad dizionali, gli oneri per finanziare la ricerca elettrica, smaltire l’eredità nucleare e finanziare le fonti r innovabili d’energia. Il passaggio all’economia green non è a costo zero. Gli incentivi alle fonti r innovabili pesano sulle bollette degli italiani per circa 12 miliardi di eu ro l’anno. Il 1° ottobre ci sarà l’aggiornamento rimestr ale dell’Arera. Il ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani, ha annunciato un rincaro d e l 40% della componente energia, che è il 60% del costo finale per il consumatore. Ilgoverno può agire sui sovraccosti ma si rischia di creare aiuti di Stato vietati dalla Ue. Energia più cara si traduce in maggiori costi per indu – stria, trasporti, esercenti,e per l’intero sistema produttivo e distributivo, con ripercussioni sui prezzi al dettaglio e sulle tariffe. Le associazioni dei consumatori hanno stimato una maggiore spesa per le famiglie fino a 1.500 euro annui. Poi ci sono i rincar i dei carburanti alla pompa che, secondo il Codacons, peseranno per 32,11. euro annui a famiglia. Un pieno di verde costa oggi n euro in più rispetto a inizio anno, +13,5 euro sul 2020. Il gasolio in un anno è cresciuto del 18,5%. L’auto sta diventando u n bene di lusso anche per gli aumenti delle materie prime legate ai componenti elettronici e dei ricambi: in Ger – mania i pneumatici costano il 65% in più rispetto al 2019. Inoltre dal 1° novembre rincara anche la revisione dell’auto: +9,95 euro, cioè +22%. Più caro, n aturalmente, anche il carrello della spesa. Su pasta e pane incidono diversi fattori, dai costi dell’energia
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