Reggio è la terza città più cara dopo la fiammata dei prezzi
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fonte:
- Gazzetta di Reggio
REGGIO EMILIA. Tra i capoluoghi e le città italiane con più di 150 mila abitanti Reggio Emilia è la terza più cara do-po Bolzano e Genova mentre la città più virtuosa è An-cona. Una terza piazza che segna un aumento dei prezzi superiore all’inflazione nazionale che si attesta sul 2% e che da sola si traduce in una maggiore spesa annua, considerata la totalità dei consumi di un nucleo familiare, pari a 614 euro per la famiglia tipo. Ad affermarlo è stato il Codacons, commentando i dati Istat. La ripresa economica sta portando infatti a un andamento crescente sul fronte dei consumi e dei prezzi, spinti anche dalla carenza di materie prime, fattore che sta modificando lo scenario ponendo non poche incognite. L’Unione nazionale dei consumatori ha infatti già lanciato l’allarme «stangata» per energia e ca-ro vacanze e stila la classifica delle città e delle regioni più care, con Bolzano in testa e terza la città del Tricolore. «Ancora una volta l’Istat conferma l’allarme rincari lanciato nelle settimane scorse dal Codacons,con i listini che registrano la fiammata più alta dal 2013 – afferma il presidente Carlo Rienzi -. Il caro-benzina trascina con sé i prezzi al dettaglio, determinando tensioni nel settore alimentare, con i listini al dettaglio del comparto che ad agosto salgono del +0,8%. Una vera e propria batosta invece per i trasporti, che crescono del +5,3% e una maggiore spesa per gli spostamenti che raggiunge +286 euro annui a famiglia». Rienzi avverte inoltre che «se a ottobre scatteranno i maxi-rincari dell’energia, si registrerà un’ondata di aumenti per i listini al dettaglio in tutti i settori, con effetti pesanti sulle famiglie e conseguenze depressive sui consumi. Il Governo deve quindi correre ai ripari, adottando misure per evitare l’ennesima stangata sulle tasche degli italiani». Di fatto l’esecutivo si sta muovendo per cercare di calmierare i prezzi soprattutto per scongiurare l’effetto stangata sulle bollette delle famiglie. Secondo Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, la fiammata sui prezzi, anche se inferiore alle stime «rischia di diventare una pesante ipoteca sulla crescita».E calcola che per una coppia con due figli significa un aumento del costo della vita pari a 780 euro su base annua, 357 solo per abitazione, acqua ed elettricità, 286 euro per i Trasporti. L’Unc ha quindi stilato la classifica delle città e delle regioni più care d’Italia, in termini di aumento del costo della vita. Resta il problema di capire se e quanto cresceranno i prezzi di materie prime e materiali o se la fiammata avvenuta finora rientrerà o se si consoliderà. Da questo dipende il futuro della crescita generale e dei consumi.
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