Luce e gas, stangata da 500 euro a famiglia Rincari delle bollette anche per le aziende
-
fonte:
- Il Mattino di Padova
Mentre a Roma ci sono tre opzioni sul tavolo per provare a evitare l’aumento del 40% delle bollette su luce e gas, sale a Padova il timore dei rincari; rincari da un minimo di 500 euro per famiglia (e c’è chi stima addirittura 1.200 euro). Il governo sta studiando un eventuale taglio dell’Iva sull’energia, una manovra sugli oneri di sistema oppure un bonus sociale, ma nel frattempo il rischio autunno caldo e Natale al freddo è reale. Nel Padovano sono circa 400 mila i contribuenti, che potrebbero arrivare a sborsare oltre 200 milioni di euro a causa dell’aumento del costo dell’energia, insieme a quello di gas e carburanti. Una stangata che preoccupa tutte le associazioni dei consumatori: «La benzina oggi costa il 15, 3% in più rispetto ad inizio anno, il gasolio il 14, 5%» spiega Franco Conte, presidente di Codacons Veneto «e la spesa aumenterà ancora, viste le previsioni di incremento del costo del barile del petrolio. Le bollette di gas ed elettricità, poi, sono sul piano inclinato, con una stangata stimata fino a 500 euro per una famiglia con due figli».GLI AUMENTI La stima, per ora, è di un rincaro medio di 150 euro all’anno per l’elettricità e di 300 per il gas, pari ad un incremento del 40% e del 30%. «Il Governo dia seguito con i fatti alle parole di costernazione. Regione e amministratori locali devono provvedere a favore delle fasce deboli. Ad oggi pochi Comuni hanno preso iniziative concrete e la stessa Regione non è stata solerte» evidenzia Conte. Aumenti che però potrebbero pesare anche di più sulle famiglie, secondo Marco Alberto Zanetti, avvocato Ugcons ed esperto in diritto immobiliare: «Indicativamente il rincaro potrebbe essere anche di 100 euro al mese, secondo i nostri calcoli fatti su un nucleo di 4 persone che vivono in un appartamento da 100 metri quadrati. E questo significherebbe che in alcuni casi si dovrà scegliere se pagare l’affitto o tenere i propri figli al caldo». Qualche differenza la farebbero i costi per il riscaldamento, in base al fatto che sia autonomo o centralizzato: «Vero, ma chi ha il centralizzato vedrà impennarsi la rata condominiale il prossimo anno. Quindi siamo sempre lì. Il governo deve intervenire con dei decreti ad hoc per bloccare questo aumento sconsiderato delle tariffe, perché non risultano giustificati dalla questione delle materie prime. In questo modo stiamo facendo non uno, ma dieci passi indietro. Dovrebbe esserci un tetto massimo di aumenti che non vada oltre il 2%. TREDICESIMA PER PAGARE I SERVIZI «Gli aumenti per le famiglie varieranno in base a diversi fattori, ma a prescindere il momento non è quello adeguato» evidenzia Enrico Gallina, presidente Adiconsum Padova «perché anche se è dovuto alle materie prime e alla transizione ecologica, non possiamo pensare di farle ricadere sulle famiglie». Se il Governo non dovesse trovare una soluzione il rischio che scoppi una bomba sociale è alto: «Si trovi una soluzione per aiutare almeno chi proprio non se lo può permettere. Ci avviamo alle festività,e non possiamo pensare di investire la tredicesima nei servizi essenziali» chiude Gallina. LE IMPRESE Gli aumenti riguarderanno anche le imprese, che corrono il pericolo di finire a gambe all’aria con costi e aumenti di questo tipo: «Rischiano di vedere affossata quella ripartenza che è nei numeri di queste settimane,ma che potrebbe svanire di fronte a costi insopportabili» sostiene Patrizio Bertin, presidente di Ascom «e quindi serve qualcosa che neutralizzi il pericolo. A cominciare dalle bollette, che dovrebbero essere alleggerite di tutti quei costi che non sono energia, ma che pesano sul prezzo finale e che non hanno eguali nel raffronto con gli altri paesi, soprattutto se il confronto avviene nell’ambito delle piccole imprese». GLI ARTIGIANI Anche i telefoni del servizio Sos Energia di Confartigianato non smettono di squillare in questi giorni. Il caro bollette è una spada di Damocle che rischia di abbattersi sulle 25mila mprese artigiane in provincia di Padova. Il timore è di trovarsi di fronte ad aumenti del 40% che si andranno ad aggiungere ai rincari già registrati nello scorso trimestre. «Le piccole imprese italiane pagano già il prezzo dell’energia più alto d’Europa, superiore del 18,1% rispetto alla media. Ulteriori rincari metterebbero ko i nostri imprenditori penalizzati anche dai continui aumenti delle materie prime» sostiene il presidente di Confartigianato Imprese Padova e Veneto, Roberto Boschetto «e il prezzo finale dell’elettricità per le piccole imprese è gonfiato soprattutto dagli oneri fiscali e parafiscali che sono maggiori del 36, 2% rispetto a quelli applicati nel resto d’Europa. Si tratta di uno squilibrio incomprensibile
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- ECONOMIA & FINANZA
- ENERGIA
