Vendite a picco, il mercato si svuota
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fonte:
- La Stampa
AOSTA C`è crisi al mercato coperto di Aosta. Undici dei 22 box al piano terreno sono liberi e non meno allarmante la situazione al primo piano: 24 posti vuoti nel settore frutta e verdura, solo 10 occupati dai produttori agricoli sui 44 a loro disposizione. Motivo? Il calo a picco delle vendite. "La convenienza dei prezzi è diventata pura illusione – dicono molti i clienti abituali -. Per alcuni generi, poi, i prezzi sono addirittura più alti". L`euro è, ancora una volta, il principale imputato di rincari che il consumatore, però, non si sarebbe mai aspettato in un ambito da sempre caratterizzato dai prezzi adeguati a portafogli "leggeri". Non esiste più, inoltre, l`"ora favorevole", la svendita dei prodotti a fine giornata: si vende a prezzo pieno, fino all`ultimo minuto. Le spese di gestione della struttura di piazza Cavalieri di Vittorio Veneto sono sostenute dal Comune per un importo compreso tra i 50 e i 60 mila euro annui e comprendono acqua, riscaldamento, custodia e pulizia. Gli introiti (che derivano dalle locazioni e dal canone di concessione dei banchi) sono fra i 39 e i 40 mila euro. "Gli affitti dei box sono più che abbordabili – dice l`assessore al Commercio, Salvatore Agostino -. I gestori pagano 2 mila 350 euro annui. A parte, i costi di elettricità e tassa sui rifiuti". Ora il Comune deve fronteggiare questo problema, prima che diventi irreversibile. Tra le possibilità: affittare i box liberi agli artigiani. "Gli spazi – continua Agostino – sarebbero consoni per laboratori di piccole dimensioni. Ma siamo ancora a livello di ipotesi. dovremo individuare scelte idonee a un rilancio di questa struttura. Qualunque siano le opzioni, procederemo con la ristrutturazione del tetto e del montacarichi interno". Giampiero Marovino, presidente del Codacons regionale, ragiona in termini matematici. "I ricavi si fanno sui consumi. Il calo delle vendite è una realtà consolidata anche nell`alimentazione. Se diminuisce il fatturato, scende di conseguenza la commerciabilità dei box, seppure ad affitto equo". La clientela, poi, ha scelto altre direzioni. "Il consumatore – continua Marovino – predilige iper e supermercati, dove l`offerta è molto vasta e i prezzi sono davvero allettanti". E suggerisce una possibile soluzione: "Il Comune dovrebbe intervenire favorendo la specializzazione dei commercianti i quali, per contro, potrebbero riunirsi in cooperativa per avere maggiori potenzialità di acquisto". Dall`Adiconsum arrivano notizie preoccupanti: "Molti consumatori sono in gravi difficoltà a pagare i prestiti al consumo richiesti per arrivare a fine mese". A proposito della drastica riduzione di coltivatori diretti, l`Adoconsum individua nell`esaurimento del ricambio generazionale la causa delle pesanti defezioni: "I giovani preferiscono altre attività, la coltivazione degli ortaggi appartiene, ormai, ai "nonni"".
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