“Piano sanitario da condividere”
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fonte:
- Il Quotidiano del Sud
MATERA – È al vaglio della maggioranza del governo regionale, il tanto attesto documento tecnico sul nuovo “Piano sanitario della Basilicata”. Un passo importante e strategico, per l’atteso rilancio del sistema sanitario regionale. Quale migliore occasione, per le associazioni che rappresentano gli interessi dei cittadini,di chiedere una partecipazione attiva alla stesura dell’atto. Per questa ragione, nei giorni scorsi, il cartello formato da: Federconsumatori Basilicata, Acu, Adiconsum, Adoc, Adusbef, Cittadinanzattiva, Codacons, Casa del consumatore, Unc, Tutor dei consumatori, Altroconsumo, Codici, Polidream, Confconsumatori e Lega Consumatori, aderenti al Comitato regionale dei consumatori e utenti (Crcu), hanno inoltrato formale richiesta alla Regione. Il Crcu è un organo di supporto all’attuazione delle politiche regionali di tutela e difesa dei consumatori, in virtù dell’articolo 1 della legge regionale 40/2000 che “riconosce il fondamentale ruolo economico e sociale dei cittadini,in qualità di consumatori ed utenti di beni e di servizi di godimento individuale e collettivo”, attraverso il Comitato regionale dei consumatori e utenti, di cui all’articolo 4 della citata Legge regionale, che ha il compito di “formulare proposte idonee a garantire la salute e la sicurezza dei consumatori e degli utenti ed avanzare segnalazioni alla Regione”, come fanno sapere dalle associazioni. «La rivoluzione della sanità lucana -spiegano le associazioni-passa attraverso l’approvazione del nuovo Piano sanitario regionale al vaglio della maggioranza del governo lucano, la cui condivisione con la minoranza è stata rimandata a settembre, allargandola anche alla rappresentanza sindacale di Cgil, Cisl e Uil. Le associazioni del Comitato regionale dei consumatori e utenti, sottolineano che l’argomento del sistema sanitario regionale, di indubbia complessità e attualità, va discusso e condiviso con chi ha il polso della situazione della qualità dei servizi offerti ai cittadini consumatori. La pandemia di Covid ha mostrato quanto fragile, indebolito dai tagli sia il servizio sanitario italiano, in questi mesi grazie al sacrificio e al senso etico e professionale di chi lavora nel sistema socio sanitario si è potuto rispondere a quello che sta succedendo. Va rafforzata la prevenzione, le cure primarie, l’integrazione tra sociale e sanitario, bisogna dare priorità alla ricerca finalizzata indipendente, alle risorse umane, alla formazione di una nuova generazione di personale infermieristico e di medici specialistici. Leggendo le indicazioni formulate nel testo del documento tecnico sul Piano sanitario della Basilicata predisposto dall’Agenas, l’Agenzia nazionale per i sistemi sanitari regionali, emerge il fenomeno atavico della sanità lucana, quello della migrazione sanitaria dei pazienti lucani verso strutture extra regionali in cui sono concentrati alti livelli di specializzazione, che si traducono in una maggiore qualità delle cure. Per invertire l’elevata mobilità sanitaria di pazienti però non ba-sta riqualificare i piccoli ospedali dotandosi di nuove strumentazioni, bisogna investire in formazione assumendo e attraendo competenze tecniche che stando ai dati difficilmente decidono di lavorare in periferia raggruppando le strutture sanitarie esistenti in ospedali a rete (senza chiudere alcun nosocomio, e permettendo alle equipe di medici di ruotare tra le varie sedi per specializzarsi negli interventi). Di qui la richiesta e la necessità di ricevere informazioni sul testo e sulle proposte contenute nel nuovo Piano sanitario regionale».
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