Fedez contro il Codacons per richiesta sequestro dei fondi per lo spettacolo
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fonte:
- Milano Today
Il Codacons ancora una volta all’attacco di Federico Lucia, in arte Fedez: motivo del contendere il denaro raccolto dal rapper milanese con l’iniziativa Scena Unita per aiutare i lavoratori dello spettacolo raccogliendo fondi dagli artisti. Cinque milioni di euro che ora l’associazione dei consumatori vorrebbe mettere sotto la lente dell’ingrandimento con un esposto a cui però sia Fedez sia Cesvi (la realtà che si è occupata materialmente di distribuire, attraverso bandi pubblici, il denaro raccolto) replicano duramente.
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Nell’esposto il Codacons cita il crowfunding in favore di Malika Chalhy, la ragazza che, dopo essere stata messa alla porta per la sua omosessualità dalla sua famiglia, avrebbe acquistato un cane e una Mercedes nell’ottica di “rifarsi una vita” con parte del denaro donato. E chiede il sequestro della somma raccolta da Milano Unita. Per Fedez è un paragone totalmente fuori luogo e il cantante reagisce: “Fate schifo, sono stufo di essere perseguitato da voi”, e ancora: “Hanno il coraggio di rompere i coglioni ad artisti che hanno raccolto milioni per aiutare i lavoratori dello spettacolo”. Fedez cita poi il banner di raccolta fondi, generico, per il “coronavirus” che il Codacons aveva pubblicato sul proprio sito ad inizio pandemia, per poi toglierlo.
Il Codacons controreplica (sarcasticamente promettendo di donare qualcosa per pagare un docente d’italiano per Fedez) affermando che l’iniziativa di proporre il sequestro dei milioni donati per Scena Unita va proprio nella direzione di tutelare le raccolte fondi come quella, garantendo “trasparenza e correttezza ai donatori circa la destinazione e l’utilizzo dei soldi raccolti”. Ma c’è il ‘paragone’ con il caso di Malika? Sottile la spiegazione dell’associazione di consumatori, secondo cui la sua richiesta “chiama in causa anche i recenti fatti di cronaca, come il caso di Malika che ha tenuto banco sulla stampa per giorni e ha minato la fiducia dei cittadini verso le iniziative di beneficenza, senza minimamente paragonare la raccolta di Fedez a quella della ragazza”.
Insomma: secondo il Codacons, citare la raccolta fondi di Malika per giustificare e spiegare un esposto contro Scena Unita non significa collegare le due raccolte fondi. Ma se Fedez replica (attraverso Instagram) con toni molto duri e un linguaggio piuttosto ‘diretto’, anche Fondazione Cesvi (che si è materialmente occupata di distribuire attraverso bando i fondi di Scena Unita) ha qualcosa da dire. In modo più formale ma altrettanto netto.
Cesvi ricorda di avere istituito una procedura trasparente, tracciabile e ricostruibile per la raccolta di fondi; di avere elaborato una procedura trasparente per selezionare i beneficiari, con un controllo di un comitato di gestione e di un team di progetto; che il primo bando (“Lavoratori e Maestranze”) ha avuto, come beneficiari, 1.602 lavoratori e 251 imprese individuali; che, per il bando progetti, sono stati erogati contributi per 106 progetti su 106 ammessi e finanziabili, con erogazione di un anticipo del 70 per cento, e che tutti i soldi erogati per i progetti verranno interamente spesi nel 2021 (in altre parole: la cosa funziona bene); che la gestione del fondo Scena Unita è stata fatta direttamente da Cesvi con La Musica Che Gira e Music Innovation Hub; che solo il 5 per cento delle donazioni è destinato a costi di supporto (ci lavorano dieci persone), più basso di quanto viene di solito riconosciuto dall’Unione Europea o dall’Onu per i costi di supporto e gestione dei progetti; che Scena Unita è stato finanziato prevalentemente da artisti e aziende, non dai cittadini.
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