Bollette da capogiro Per elettricità e gas stangata da 18 milioni
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fonte:
- Giornale di Vicenza
Aumenti da capogiro per le bollette, che per i Vicentini si traducono in un conto di quasi 20 milioni di euro. Tra luglio e settembre sono previsti incrementi del 9,9% per l’elettricità e del 15,3 per il gas[1] per una famiglia tipo[1] con contratti di tutela. Le ragioni le sintetizza direttamente Area, l’autorità di regolazione per energia reti e ambienti, indicandole «nel forte aumento delle quotazioni delle materie prime – in continua crescita da inizio anno per la ripresa delle economie- nella crescita dei prezzi dei permessi di emissione di Co2». E poco consola forse sapere che senza il provvedimento d’urgenza del governo, che ha stanziato 1,2 miliardi per contenere l’impatto, il rincaro sarebbe stato del 20%. Considerando i consumi di un nucleo familiare tipo (ossia con consumi medi di energia elettrica di 2.700 chilowattora l’anno e contatore con il contratto classico domestico da 3 chilowatt, e di 1.400 metri cubi annui di gas), la stima è di un aumento di spesa di circa 50 euro rispetto allo scorso anno. Prendendo a riferimento il periodo compreso tra il primo ottobre 2020 e il 30 settembre 2021 Area calcola infatti un aumento di 62,4 euro per l’elettricitàelettricità, con un conto di 559 euro annui, il 12% in più rispetto ai 12 mesi equivalenti dell’anno precedente (ottobre 2019-settembre 2020). Il gas invece, pur pesando di più nell’ultimo trimestre, su base annua fa registrare un lieve risparmio. La spesa sarà di circa 993 euro, con una riduzione dell’1,33%, pari a circa 13 euro, su base annua. Considerando la differenza tra le due voci, le famiglie rispetto al periodo ottobre 2019-settembre 2020, si troveranno dunque a sborsare 50 euro in più. Il tutto si può tradurre in oltre 2,6 milioni di euro complessivi per i circa 53 mila nuclei del capoluogo, e di 18 milioni di euro allargando la valutazione su scala provinciale, considerando un bacino di circa 360 mila famiglie. Stime, più che calcoli matematici, dal momento che su ogni nucleo incidono componenti, abitudini, consumi, ma che permettono comunque di scattare una foto degli sforzi richiesti agli utenti in una fase già dura. Una situazione osservata speciale anche da Codacons. «Gli aumenti sono riconducibili a meccanismi automatici di revisione collegati al prezzo dell’energia, vale a dire al petrolio che, come noto, è ai massimi degli ultimi anni», precisa Franco Conte, presidente regionale.A fronte di questo scenario,i cittadini però «registrano il solito fenomeno: scarsi ribassi delle bollette quando il prezzo dell’energia era ai minimi solo un anno fa; mentre gli aumenti sono stati repentini». «Stanno venendo al pettine i primi nodi della ripresa economica – aggiunge Conte – le materie prime, dal legno al rame, hanno subito incrementi anche superiori al 100%, i noli delle navi che trasportano le merci si sono moltiplicati. Purtroppo le casse dello Stato hanno poco spazio di manovra. Però lo Stato che ha stanziato importanti risorse proprio per ridurre il disagio delle imprese nell’approvvigionarsi di materie prime, dovrebbe intervenire anche per contenere l’impatto sui consumatori del caro-energia». Conte sollecita infine «un aumento dei controlli per evitare, come per il passato, che aumenti inevitabili siano estesi oltre misura». Qualche aiuto c’è sul fronte contributi. «Da luglio – ricorda Arera – è definitivamente attivo l’automatismo che consente a chi ne ha diritto (nuclei con Isee non superiore a 8.265 euro, 20.000 se con più di 3 figli) di trovarsi accreditato in bolletta, in modo automatico nei prossimi mesi, il bonus sociale di sconto per elettricità e gas, che comprenderà le agevolazioni già conteggiate dall’inizio dell’anno». Sostegni arrivano anche dai Comuni. «È importante le parole dell’assessore al sociale di Vicenza Matteo Tosetto – valutare le varie linee di contributo attive, per dare una risposta in via prioritaria a chi non riceve già altri aiuti e si trova in difficoltà
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