7 Luglio 2021

Consumi fermi al palo, l’Istat: “Valori inferiori al periodo pre pandemico”

 

Consumi avanti piano. A maggio le vendite al dettaglio sono rimaste sostanzialmente invariate rispetto ad aprile (+0,2% in valore e +0,4% in volume): l’aumento su base annua (+13,3% in valore e 14,1% in volume) non basta a tornare ai livelli prepandemici. A conferma che la strada verso la normalità è ancora lunga e la ripresa resta fragile.

Al punto che, per il Codacons, i dati diffusi oggi dall’Istat sono «totalmente deludenti. La crescita congiunturale delle vendite è minima e spinta solo dai beni non alimentari, mentre i numeri sono ampiamenti negativi per il comparto alimentare sia in volume che in valore – spiega il presidente Carlo Rienzi – Dati che confermano l’allarme lanciato dal Codacons circa la crisi dei consumi che si registra in Italia: il 2021 doveva essere l’anno della ripartenza della spesa delle famiglie, ma tutte le indagini economiche dimostrano come i consumi degli italiani siano ancora fermi. E non è certo un caso se le vendite al dettaglio registrano valori ancora al di sotto dei livelli pre-Covid”.

L’Istat, infatti, sottolinea che l’aumento tendenziale è dovuto in particolare alla crescita del comparto non alimentare (+28,1% in valore e +28% in volume) mentre le vendite dei beni alimentari risultano, invece, in flessione (-1,5% in valore e -0,6% in volume).

PUBBLICITÀ
«La perdita del potere d’acquisto dei cittadini e il generale impoverimento di una consistente fetta di popolazione a causa del Covid stanno avendo effetti diretti sulle vendite al dettaglio e sui consumi delle famiglie – prosegue Rienzi – Per questo i commercianti ripongono enormi speranze sui saldi estivi, allo scopo di recuperare le enormi perdite subite negli ultimi mesi».

Rispetto ad aprile e quindi su base mensile le vendite dei beni alimentari sono in calo (-2% in valore e -1,9% in volume) mentre aumentano quelle dei beni non alimentari (+2% in valore e +2,2% in volume). Tra i beni non alimentari, si registrano variazioni tendenziali positive per tutti i gruppi di prodotti ad eccezione di Dotazioni per l’informatica, telecomunicazioni, telefonia (-4,0%). Gli aumenti maggiori riguardano Abbigliamento e pellicceria (+82,3%) e Calzature, articoli in cuoio e da viaggio (+59,7%).

Rispetto a maggio 2020, il valore delle vendite al dettaglio aumenta in tutti i canali distributivi: la grande distribuzione (+8,3%), le imprese operanti su piccole superfici (+19,5%), le vendite al di fuori dei negozi (+19,4%) e il commercio elettronico (+7,2%). A maggio «si registra un contenuto aumento congiunturale dovuto alla variazione positiva delle vendite dei beni non alimentari. Nonostante ciò il livello delle vendite, sia in valore sia in volume, risulta ancora inferiore ai livelli antecedenti la crisi (febbraio 2020). Su base tendenziale continua, seppure a ritmi inferiori rispetto ad aprile, la sostenuta dinamica di crescita dei prodotti non alimentari, che nel maggio dello scorso anno erano ancora influenzati dalla chiusura di molte attività. In rallentamento, infine, la crescita delle vendite on-line», è il commento dell’Istat.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this