«Errore tecnico» al concorso: nuove nubi sul Campidoglio
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- Avvenire
Una mattinata e un tampone buttati». «E quindi ora come andrà a finire?». «Scusate leggo solo ora, annullato? Davvero?». Centinaia di messaggi si rincorrono in una manciata di minuti sul gruppo studio di Facebook che riunisce gli aspiranti funzionari del Comune di Roma. E monta la protesta. La sessione di prove del concorso per 100 funzionari amministrativi, prevista per ieri mattina, è iniziata regolarmente per poi bloccarsi all’improvviso per un problema tecnico. «La commissione ha prima sospeso e poi annullato la prova perché sembrava che ci fossero due risposte identiche a un quesito», spiega sui social qualcuno tra i 1.500 che ieri alle 8.30 erano fuori dalla Fiera di Roma per giocarsi l’opportunità di un impiego fisso. Intorno alle 14 è arrivata la nota dell’Assessorato al Personale di Roma Capitale, che conferma «l’errore tecnico»e rinvia tutto al prossimo 5 luglio.I meno amanti del progresso avranno dato la colpa ai tablet, con cui i candidati dovevano compilare 60 quesiti a crocette in un’ora, con un software che non avrebbe consentito, secondo gli organizzatori, di rielaborare una nuova tornata di quiz in tempo per non far saltare la sessione. Quindi grazie, tutti a casa, e ci si vede a luglio. Anche se sei venuto da lontano, se hai fatto un’ora e mezza di fila e speso i soldi per il referto del tampone anti-Covid da consegnare all’entrata. La tegola del nuovo “disservizio”, anche se stavolta forse imprevedibile, fa ripartire la polemica nei confronti della sindaca capitolina Virginia Raggi, in lizza per il secondo mandato al Campidoglio. «La sessione odierna del concorso, che è saltata per un “errore tecnico”, ha comportato un aggravio di tempo e spese per molti concorrenti», ha puntato il dito il Pd romano. Respinge le accuse l’assessore al Personale capitolino Antonio De Santis: «Tutto si è svolto con la massima trasparenza di una procedura informatizzata». Poi la Lega rincara la dose: «Siamo davvero all’approssimazione più assoluta». Per partecipare al “concorsone” avevano fatto domanda circa 230mila persone da tutta Italia.I candidati rispediti a casa ora però minacciano massicci ricorsi. «Oggi presenteremo un esposto alla Procura di Roma chiedendo di accertare le responsabilità», ha dichiarato il presidente del Codacons Carlo Rienzi. (A.Pal.) © RIPRODUZIONE RISERVATA U
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