25 Giugno 2021

Rifiuti a Roma, cinque giorni di raccolta nel caos

Allerta altissima per i rifiuti sulle strade. I cumuli putrescenti potranno aumentare. Il prossimo fine settimana il blocco della raccolta di Ama subirà rallentamenti per le due festività di domenica e martedì (29 giugno) quando si lavora a metà regime e a seguire ci sarà lo sciopero (nazionale) degli operatori ecologici il 30 giugno. Intanto l’affanno e i disagi sulle strade sono evidenti.

Le gru della municipalizzata ieri sono corse a raccogliere montagne di spazzatura nel VI Municipio dove ci sono vere e proprie discariche a cielo aperto. «A Castelverde e Corcolle — hanno fatto sapere da Ama — le “casse ragno” che sono generalmente usate in emergenza ieri sono state attivate nella zona est della Capitale». Ma i cumuli sono in tutta la città.

«In centro storico — attacca Viviana Piccirilli di Capua del Comitato dei residenti — stanno aumentando gli angoli sommersi di spazzatura da quando hanno riaperto bar e ristoranti». Ma tra i tavolini che hanno riempito piazze e marciapiedi banchettano anche gabbiani e topi. E il rischio di una emergenza igienico-sanitaria è stato sollevato già più volte. «Chiederò interventi alla Asl – ha chiarito ieri il presidente dell’Ordine dei medici di Roma, Antonio Maggi, che due giorni fa ha scritto al prefetto Matteo Piantedosi -. È inconcepibile che a distanza di oltre due anni, dalla mia prima analoga comunicazione durante il mese di gennaio 2019, la Capitale di uno dei paesi orgogliosamente appartenente al gruppo del G8 non abbia ancora risolto il problema dei rifiuti».

La prima emergenza che richiese un’ordinanza «urgente» da parte della Regione risale infatti al periodo prima di Natale. Allora come adesso si trattava di carenza di impianti e di manutenzioni straordinarie. Dalla municipalizzata infatti due giorni fa hanno detto che si è rotto un trituratore del Tmb (Trattamento meccanico biologico,ndr.) di Ecologia Viterbo, un guasto avvenuto venerdì scorso in concomitanza della sospensione della lavorazione nell’omologa struttura della Cermec in Toscana.

«Non è un problema di impianti — rimarca invece la Regione —. I rifiuti romani che vanno lì sono il 5% del totale». Ma per il Campidoglio la responsabilità è da addebitare interamente al Piano rifiuti regionale.

Intanto i lavoratori del gruppo «Lila» di Ama denunciano mezzi rotti e insufficienti, guanti inadeguati per la raccolta a terra di buste piene di vermi. La corsa a raccogliere la spazzatura su strade e marciapiedi, però, è ingolfata non solo a causa della coda dei camion davanti agli impianti che non riescono a accogliere tutti i rifiuti prodotti. Se a causa dell’insufficienza di questi ultimi ne rimangono a terra mille tonnellate al giorno (sulle 2.700 di indifferenziata prodotte) a catena la raccolta manuale provoca la diminuzione di altre 200 tonnellate. E nel piazzale di «trasferenza» del Tmb di Rocca Cencia si sta accumulando spazzatura sui Tir in partenza per le altre regioni.

«È urgente un Consiglio comunale straordinario sull’emergenza rifiuti», ha chiesto ieri il presidente dell’assemblea capitolina, Marcello De Vito, passato da pochi giorni a Forza Italia dal M5S. L’associazione di consumatori Codacons chiede l’intervento dell’esercito, mentre i Radicali invocano l’attenzione dell’Unione Europea.

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