22 Giugno 2021

GLI AVVOCATI DEI FAMILIARI: «NON SIAMO SOTTO INCHIESTA»

Riceviamo  pubblichiamo  la  seguente  richiesta  di  rettifica  firmata  dagli  avvocati  Alessandra  Guarini,  Stefania  Grupallo  Annalisa  Sola,  relativa  all’articolo  uscito  lo  scorso  venerdì  in  cui  si  dava  atto  di  accertamenti  da  parte  dei  carabinieri,a  seguito  di  un  esposto  anonimo,  sulla  loro  attività  in  quanto  pool  che  per  Codacons  sta  seguendo  le  famiglie  delle  persone  cremate  nel  tempio  biellese  finito  nello  scandalo  per  un’attività  irregolare  di  cremazioni  (cremazioni  multiple),e  sull’attività  di  consulenza  per  lo  svolgimento  di  analisi  scientifica  (ricerca  di  tracce  di  Dna)  su  una  trentina  di  urne.  Spett.le  redazione  de  “il  Biellese”,  con  la  presente  sono  richiedere  una  rettifica  all’articolo  oggi  pubblicato  (18  giugno,  ndr.)  sulla  vostra  testata  intitolato:  “Sotto  inchiesta  gli  avvocati  delle  famiglie”.  Il  titolo  è  fuorviante  lesivo  della  reputazione  dei  professionisti  coinvolti  nel  caso,  non  essendoci  alcuna  indagine  penale  carico  dei  legale  delle  famiglie,  come  al  contrario  si  desume  dall’espressione  “sotto  inchiesta”,  che  nel  comune  senso  è  univocamente  intesa  come  indagine  penale.  Inoltre  nel  virgolettato  dell’avvocato  Guarini  vi  è  una  grave  imprecisione  in  quanto  l’aggettivo  “intimidatorio”  è  stato  pronunciato  commento  sull’esposto  anonimo.  Vi  chiedo  pertanto  di  rettificare  nei  seguenti  termini:  «Nessuno  degli  avvocati  delle  famiglie  è  indagato.  Inoltre,  nelle  dichiarazioni  virgolettate  l’aggettivo  “intimidatorio”  andava  collocato  nella  parte  relativa  al  commento  sull’iniziativa  calunniosa  di  inviare  alla  Procura  una  segnalazione  anonima  in  quanto  tale  intimidatoria”.  Prendiamo  atto  della  richiesta  di  rettifica  ma  rispondiamo  che  dal  titolo  non  si  può  desumere  che  gli  avvocati  sono  indagati.  Nell’articolo  si  legge  chiaramente  che  al  momento  non  ci  sono  reati  ipotizzati  che  quindi  nessun  legale  è  indagato.  L’espressione  “sotto  inchiesta”  del  titolo  è  un’espressione  efficace  di  uso  comune  per  far  intendere  con  immediatezza  che  ci  sono  accertamenti  in  corso  su  una  determinata  persona  e/o  attività.A  titolo  di  esempio  c’è  anche  una  nota  trasmissione  radiofonica  che  si  intitola  “Italia  sotto  inchiesta”:  ciò  non  vuol  dire  che  l’intera  nazione  sia  indagata.A  confermare  che  familiari  di  alcune  delle  persone  cremate  sono  state  chiamate  in  caserma,  con  contratti  stipulati,  è  stato  l’avvocato  Massimiliano  Gabrielli  in  una  conferenza  stampa  promossa  dal  comitato  “A  casa  con  me”  che  rappresenta  proprio  familiari.  Circostanza  confermata  dallo  stesso  avvocato  Guarini.  Sempre  Gabrielli  ha  inoltre  informato  di  esposti  contro  le  sue  colleghe  presentati  all’ordine  degli  avvocati,  uno  da  alcuni  legali  biellesi  ed  uno  dalla  Procura  della  Repubblica  di  Biella.  L’espressione  “Sotto  inchiesta”a  maggior  ragione  ci  sembra  corretta  non  lesiva  delle  reputazione  degli  avvocati.  Per  quanto  concerne  la  posizione  dell’aggettivo  “intimidatorio”  se  risultata  non  corretta  con  il  senso  che  l’avvocato  Guarini  ne  voleva  dare  ci  scusiamo  per  l’erroreerr

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