GLI AVVOCATI DEI FAMILIARI: «NON SIAMO SOTTO INCHIESTA»
-
fonte:
- Il Biellese
Riceviamo e pubblichiamo la seguente richiesta di rettifica firmata dagli avvocati Alessandra Guarini, Stefania Grupallo e Annalisa Sola, relativa all’articolo uscito lo scorso venerdì in cui si dava atto di accertamenti da parte dei carabinieri,a seguito di un esposto anonimo, sulla loro attività in quanto pool che per Codacons sta seguendo le famiglie delle persone cremate nel tempio biellese finito nello scandalo per un’attività irregolare di cremazioni (cremazioni multiple),e sull’attività di consulenza per lo svolgimento di analisi scientifica (ricerca di tracce di Dna) su una trentina di urne. Spett.le redazione de “il Biellese”, con la presente sono a richiedere una rettifica all’articolo oggi pubblicato (18 giugno, ndr.) sulla vostra testata e intitolato: “Sotto inchiesta gli avvocati delle famiglie”. Il titolo è fuorviante e lesivo della reputazione dei professionisti coinvolti nel caso, non essendoci alcuna indagine penale a carico dei legale delle famiglie, come al contrario si desume dall’espressione “sotto inchiesta”, che nel comune senso è univocamente intesa come indagine penale. Inoltre nel virgolettato dell’avvocato Guarini vi è una grave imprecisione in quanto l’aggettivo “intimidatorio” è stato pronunciato a commento sull’esposto anonimo. Vi chiedo pertanto di rettificare nei seguenti termini: «Nessuno degli avvocati delle famiglie è indagato. Inoltre, nelle dichiarazioni virgolettate l’aggettivo “intimidatorio” andava collocato nella parte relativa al commento sull’iniziativa calunniosa di inviare alla Procura una segnalazione anonima e in quanto tale intimidatoria”. Prendiamo atto della richiesta di rettifica ma rispondiamo che dal titolo non si può desumere che gli avvocati sono indagati. Nell’articolo si legge chiaramente che al momento non ci sono reati ipotizzati e che quindi nessun legale è indagato. L’espressione “sotto inchiesta” del titolo è un’espressione efficace di uso comune per far intendere con immediatezza che ci sono accertamenti in corso su una determinata persona e/o attività.A titolo di esempio c’è anche una nota trasmissione radiofonica che si intitola “Italia sotto inchiesta”: ciò non vuol dire che l’intera nazione sia indagata.A confermare che i familiari di alcune delle persone cremate sono state chiamate in caserma, con i contratti stipulati, è stato l’avvocato Massimiliano Gabrielli in una conferenza stampa promossa dal comitato “A casa con me” che rappresenta proprio i familiari. Circostanza confermata dallo stesso avvocato Guarini. Sempre Gabrielli ha inoltre informato di esposti contro le sue colleghe presentati all’ordine degli avvocati, uno da alcuni legali biellesi ed uno dalla Procura della Repubblica di Biella. L’espressione “Sotto inchiesta”a maggior ragione ci sembra corretta e non lesiva delle reputazione degli avvocati. Per quanto concerne la posizione dell’aggettivo “intimidatorio” se risultata non corretta con il senso che l’avvocato Guarini ne voleva dare ci scusiamo per l’erroreerr
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- VARIE
