Sono già quaranta le parti lese in rappresentanza delle 14 vittime
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fonte:
- La Stampa
L’incidente probatorio disposto dal gip del tribunale di Verbania, così come gli accertamenti tecnici irripetibili della Procura (i primi riguardano cellulari e computer), sono notificati a tutte le parti coinvolte nel procedimento penale. Ci sono le persone iscritte al registro degli indagati, ma anche le parti offese. Sono 40 quelle attualmente indicate dal gip. Sono i familiari che, tramite un avvocato di fiducia, hanno depositato in tribunale la richiesta di essere riconosciute come tali. Per i coniugi israeliani Amit Biran e Tal Peleg, morti nelle schianto con il loro secondogenito di due anni Tom, ci sono padre e madre, fratelli e sorelle. Un nipote si è fatto avanti in nome di Barbara e Itshak Cohen, bisnonni di Tom e di Eitan, il solo sopravvissuto al disastro. Rimasto orfano, è rappresentata dalla zia Aya Biran.A processo ci saranno anche la mamma e la sorella di Mohammadreza Shahisavandi, il ragazzo iraniano fidanzato di Serena Cosentino, la giovane ricercatrice del Cnr a Verbania. Per lei ci sono genitori, due sorelle e un fratello.Lo stesso vale per i giovani di Varese Silvia Malnati e Alessandro Merlo, per il quale si riconoscono come parte offesa anche le nonne. Per la coppia pugliese Angelo Vito Gasparro e Roberta Pistolato le parti offese riconosciute sono genitori, fratelli e sorelle. Per Vittorio Zorloni ed Elisabetta Personini, morti con il loro piccolo Mattia, ci sono anche i figli, un nipotino e per il bambino la nonna di 82 anni. Il lungo elenco termina con il Codacons. Rientra tra gli enti senza scopo di lucro che possono essere ammessi tra i titolari a chiedere un risarcimento ai responsabili della tragedia, vista la finalità di tutela degli interessi lesi dal reato, in questo caso la sicurezza nei pubblici trasporti.
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