“Museo di Velia basta polemiche facciamo squadra”
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fonte:
- Il Mattino
Erminia Pellecchia «I ntervenire sulla galleria dismessa di Velia è assolutamente necessario sia per la galleria in sé, che risale all’Ottocento ed è un bene culturale, sia per la sua destinazione d’uso come deposito, che è in uno stato di forte degrado con tutto ciò che questo comporta per la tutela e la conservazione dei reperti. questo il Parco ha elaborato una scheda progettuale per ottenere un finanziamento per un tale intervento, che prevede anche l’accessibilità dei depositi che attualmente sono inagibili. Ben altra questione è il museo di Velia; sarà la direzione futura a pensarlo perché si tratta di una progettualità ancora da sviluppare sulla base di criteri scientifici e museologici, badando chiaramente anche al contesto paesaggistico e monumentale». Gabriel Zuchtriegel interviene sulla polemica relativa al progetto di restyling del tunnel dismesso da Ferrovie italiane e innescata dalla mozione presentata dal senatore grillino Francesco Castiello – «banale, inappropriato e costoso» – poi ripresa dal Comitato civico per l’Essere di Elea- presieduto da Caterina Cammarano e dal Codacons Cilento. L’ex direttore del Parco archeologico di Paestum- e oggi al vertice del Parco di Pompei riporta il dibattito al cuore del duplice problema: l’urgenza di mettere in sicurezza il deposito inaugurato nel 2005 ed i cui impianti di ventilazione sono ormai obsoleti e, nello stesso tempo, pensare seriamente alla realizzazione di un «museo di sito», che, oltre a raccontare, attraverso i reperti, la vita e la storia della colonia magnogreca, sia luogo di esperienze trasversali con uno sguardo privilegiato allo studio, alla didattica ed alle attività laboratoriali tese a formare e sensibilizzare un pubblico, soprattutto giovane. Era il sogno di Giuliana Tocco, la prima a plasmare il parco di Velia e a ercare i finanziamenti per fare dell’area archeologica – bellissima ma fuori dalle rotte del turismo d’arte – un attrattore. Faro doveva essere il museo – fu indetto anche un concorso internazionale di architettura – ma non se ne fece niente. Troppe beghe politiche, impossibile trovare un accordo. «Il museo di Elea non avrà mai vita», profetizzò amara l’ex soprintendente. Già, sono trascorsi quasi vent’anni e qualsiasi progettualità viene affossata da sterili contese. Zuchtriegel, dopo l’accorpamento di Velia a Paestum nel 2020, ha cercato da subito alternative. se, forse, fu un errore all’epoca fare della galleria il futuristico deposito dei reperti rinvenuti in oltre mezzo secolo di scavi, ora c’è e va reso di nuovo agibile. In attesa del museo da costruire ex novo con le sale gemme dei «medici- e del culto imperiale della famiglia giulio-
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