Prezzi, c’è il salasso riaperture più cari spritz e centri estetici
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fonte:
- Il Mattino
Costi aumentati per ogni acquisto a Napoli, dalla farina al crocché, dalla benzina alla pizza, dalla cena al ristorante allo spritz, dai biscotti agli alcolici, dai centri estetici ai lettini nelle location di mare. Secondo i dati Istat diffusi dal Comune, ad aprile in città l’inflazione annua aumenta all’ contro l’ di marzo, ed è superiore alla media nazionale (che è di 1,1 I danni della pandemia spingono tante aziende – non tutte, sia chiaro recuperare gli incassi perduti attraverso il rincaro. DATI Secondo Codacons, in Italia l’aumento dell’inflazione determina un aumento della spesa media tra i 343 euro e i 439 euro per ogni nucleo familiare. Napoli, dicevamo, supera di 0,4 punti percentuali la media nazionale. Sono centina le testimonianze dei rincari in città, con tanto di scontrini e accesi dibattiti social. Il caro prezzi, a macchia di leopardo, non risparmia nessun comparto: arriva fino ai 5 euro per alcuni centri estetici o per lettini in riva al mare (che salgono fino a più 10 euro, vista anche la limitazione dei posti). Il caffè al tavolo costa fino a 3.50 euro e per uno spritz con stuzzichini si spendono fino a 9 euro. «Le spese per i consumatori sono senza dubbio aumentate ora che i divieti stanno venendo meno – spiega Rosario Stornaiuolo, esponente di associazioni di consumatori – Parliamo di un 15%- in più nei supermercati, pizzerie e ristoranti si arriva anche a un 30% in più. Nei supermercati spesso si abbassa il peso dei prodotti lasciando il prezzo invariato. La situazione si spiega anche cosi: è aumentata la benzina e l’ dei nostri prodotti viaggia su gomma prima di arrivare sugli scaffali napoletani. Dai supermercati sono quasi sparite le offerte, per un prodotto “civetta” in sconto ne aumentano altri simili. Non tutti stanno aumentando i prezzi, ma chi lo fa non può pensare di recuperare i soldi persi a causa del virus sulle spalle di cittadini che a loro volta hanno il portafogli svuotato». «C’è molta confusione – commenta Angelo Pisani, presidente di Noi Consumatori – Abbiamo riscontrato in diversi locali che i prezzi non corrispondo più ai listini. qualche caso si tratta di offerte fatti per attirare i clienti, in altri casi si tratta di rincari che arrivano anche fino al 100%, perfino in alcuni pubblici esercizi nelle location marine che hanno pochi posti, viste le restrizioni e i distanziamenti necessari per la lotta al virus. Una coppia che mangia un antipasto, un primo e un secondo oggi spende in media 45 euro a testa. Nel pre- ne spendeva 30. I danni economici del virus e i disservizi del Governo non possono essere pagate dai cittadini. No alle speculazioni». le voci dei consumatori parlano chiaro: dopo il Covid si spende di più in tanti posti. Lo si evince da un dibattito social sul caro prezzi cui anno preso parte centinaia di utenti partenopei: «100 grammi di mozzarella a 7 euro – dice un cittadino, scontrino alla mano di 180 euro per 4 persone – Scottona italiana 60 euro al chilo? Se volete che i clienti non tornino più ai vostri tavoli siete sulla strada giusta. Inoltre ho verificato anche una strafottenza nei confronti delle norme anti- «Le pizzerie hanno aumentato di parecchio, coperti sono aumentati a 2.50 le lattine di coca 3.50 per non parlare di una Margherita al filetto a 12 euro», commenta una utente su fb. C’è poi la scomparsa dei menù turistici: «Cinque euro di aumento su un pranzo completo che prima costava 30 euro», scrive un altro cittadino. «La pizzeria che chiamo sempre ha alzato tutti i prezzi – conferma un altro utente – Dalle pizze alle fritture. Per fare un esempio il crocche’ è passato da 1 a 1,80 «Le materie prime e la logistica sono aumentati, è una bolla speculativa – risponde un cittadino prezzi sono aumentati mediamente del 14% soprattutto nei supermercati, vendono confezioni con meno pezzi ma allo stesso prezzo di prima», come su biscotti o bibite. Rincari in certi casi anche su frutta e verdura. «Io commercializzo prodotti – interviene un nuovo profilo – Creme spalmabili, packaging, margarine, strutto, olii. Tutti prodotti che hanno subito aumenti. Di conseguenza anche chi produce e trasforma è costretto ad aumentare il prezzo». ancora: «Ho notato un au- sulle pizze d’asporto dice un altro. C’è chi ha aumentato e chi no, tra i ristoratori. Desta un approfondimento il vertiginoso aumento dell’olio di arachide e girasole».
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