Scuole, Codacons in Procura Festa: «Riaprire? Decido sabato Spena suggerisce, io scelgo»
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fonte:
- Il Mattino
Il Codacons in Procura ad Avellino denuncia il sindaco di Avellino Gianluca Festa per interruzione di pubblico servizio. «È l’unico caso in Europa dove le scuole non hanno riaperto in presenza. Crediamo che la Procura tra l’altro su fatti notori non possa non intervenire, abbiamo sollecitato anche la Prefettura di Avellino», dice il vice presidente nazionale dell’associazione dei consumatori Matteo Marchetti. «Abbiamo denunciato Festa per interruzione di pubblico servizio e abuso d’ufficio il sindaco della città capoluogo non consente ai ragazzi delle secondarie superiori di tornare in presenza. È incredibile che, in una condizione di assoluta sicurezza, nel momento storico in cui c’è il più basso numero di contagi da ottobre scorso, siano scuole chiuse», dice Marchetti Il sindaco ribatte al Codacons. «E’ democraticamente giusto che ognuno esponga la sua opinione, così come è giusto che il sindaco decida». Ecco il ragionamento di Festa: la città di Avellino, come tutti i capoluoghi, raccoglie un gran numero di studenti pendolari dalla provincia. Ottomila dall’hinterland e tremila quelli della città: questa la proporzione tra i frequentanti delle Superiori. Il dato dei contagi e alcuni cluster in provincia, che Festa richiama nell’ordinanza di domenica, tre settimane dalla conclusione delle lezioni, lascia senza scuola migliaia di studenti. Così, mentre grandi centri della provincia come Ariano Irpino e Montella, Cervinara e Solofra, oltre ad Atripalda (vicinissima ad Avellino) vedono gli allievi delle Superiori regolarmente in aula. Il capoluogo va controcorrente. Anche il prefetto tuttavia aveva dato una sua lettura: «Il provvedimento del sindaco – aveva detto Spena -non è in linea con le indicazioni del Governo, della Regione e dell’Asl Essendo motivato da serie ragioni sanitarie non è suscettibile di interventi da parte mia e non posso annullarlo». «Il prefetto – ribatte Festa – giustamente riveste un ruolo, per cui fa da portavoce del Governo. Ho anche condiviso il contenuto della nota che mi ha inviato, non come monito ma come suggerimento. Poi c’è la scelta che un sindaco opera sul territorio rispetto alle esigenze della propria comunità. Ma non ci sono scontri o screzi, ringrazio il prefetto per il grande lavoro svolto per Avellino». dati non gli sono amici, la scelta del sindaco non ha fondamento, mi auguro che anche il prefetto faccia i suoi passi», dice Marchetti che ieri ha inviato anche una propria sollecitazione al rappresentante del Governo. la contestazione del Codacons, secondo Marchetti, nasce dalla valutazione del rischio reale che correrebbero gli allievi se tornassero in classe. « I dati sono pubblici: per livello di contagio la prospettiva è quella che si continui a scendere. Anzi i numeri non sono mai stati così bassi da ottobre scorso». C’è anche il riferimento ad altri fattori: gli stessi a cui aeva accennato il prefetto: «Il diritto allo studio va tutelato e da ottobre che non si va a scuola regolarmente. Ci sono anche delle normative precise come la presenza in aula al 50% che possono ulteriormente tutelare gli allievi. Ma non andare in classe, impedire che ci si vada, questo è un reato.
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