FEDEZ, BUFERA IN CASA RAI PER LE ACCUSE DI CENSURA E LO SCONTRO SUL DDL ZAN GIÀ INFIAMMA LA POLITICA
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fonte:
- La Gazzetta dello Sport
ez al Concertone del Primo maggio. Le reazioni della Lega, accuse alla Rai. Tutto parte dallo scontro politico sul disegno di legge Zan, che intende inasprire le sanzioni per chi discrimina in base all’orientamento sessuale. Ed è tutta politica la benzina sul fuoco della polemica, divampata dalla tv, dal palco della Festa dei Lavoratori, e proseguita sui social. La Lega già aveva diffidato Federico Lucia, il rapper e produttore milanese noto come Fedez: «Non faccia politica al Concertone». In serata, dal palco dell’evento di Cgil- e Uil, Fedez aveva accusato la Lega di posizioni omofobe, parlato della necessità di approvare il disegno di legge Zan. Poi, in un video per i social, il rapper aveva accusato Rai3 di «censura preventiva», rivelando la richiesta di non citare il Carroccio, di non fare i nomi dei politici, omettendo, tra le altre, questa frase, pesantissima, di un consigliere regionale: «Se avessi un figlio gay, lo brucerei nel forno». Immediata la smentita ella Rai, cui Fedez ha risposto pubblicando il video della telefonata. Tra i vari interlocutori, la vicedirettrice di Rai3 Ilaria Capitani. Nel colloquio veniva chiesto a Fedez di «desistere, di adeguarsi ad un sistema». Inaccettabile per un re dei social (12,4 milioni di follower su Instagram), abituato a rivolgersi ai fan senza i paletti di un canale pubblico. La Rai, invece, spiega che il programma è «realizzato da una società di produzione in collaborazione con Cgil, Cisl e Uil, la quale si è occupata della realizzazione e dell’organizzazione nonché dei rapporti con gli artisti. E include la raccolta dei testi, come da prassi». 2È bufera sulla tv di Stato. La Rai ha replicato alle accuse di Fedez: «Mai chiesto preventivamente il testo degli interventi degli artisti». E ha aggiunto che il video del rapper sui social «è stato tagliato». «Rai3 ha spiegato di non aver mai censurato Fedez né altri artisti, né di aver chiesto testi per una censura di qualsiasi tipo. Deve essere chiaro, senza equivoci e non accettiamo strumentalizzazioni», la posizione dell’a.d della Rai, Fabrizio Salini. «Di certo in Rai non esiste e non deve esistere nessun “sistema”. se qualcuno, parlando per conto e a nome dell’azienda ha usato questa parola, mi scuso. Su questo assicuro che sarà fatta luce con gli organizzatori». Ma il temporale, ormai, si è già scatenato. Fedez ha replicato ancora, ieri, su Instagram: «Perché la vicedirettrice (Capitani, ndr) ha presenziato ad una telefonata in cui si stava cercando di esercitare un controllo?». Intanto, interviene la politica. «Ritengo doveroso chiamare urgentemente in audizione il direttore di Rai3 Franco Di Mare, per avviare un’indagine conoscitiva», chiede il presidente della Commissione di Vigilanza, senatore Alberto Barachini, per vedere il contratto che gli artisti firmano con l’organizzazione del Concertone e per capire se ci siano state “limitazioni” alla libertà di espressione. «Brutta pagina, ma nessuna censura. Un grande cortocircuito nelle comunicazioni, ci sono stati errori nella gestione di questo evento», ha detto in serata, ospite in tv, il vicedirettore di Rai3 Sigfrido Ranucci. Ma tutto questo peserà sull’imminente rinnovo dei vertici della Rai, tra giugno e settembre. 3La politica non si sottrae. «Io sto con Fedez. Nessuna censura», scrive sui social l’ex premier Giuseppe Conte, ormai leader del M5S «Ci aspettiamo parole chiare dalla Rai, di scuse e di chiarimento. Voglio ringraziare Fedez. Le sue parole, che condividiamo in pieno, possono rompere un tabù. Occuparsi di pandemia non vuol dire che non si possono fare battaglie per i diritti, come il ddl Zan o lo Ius soli», aggiunge il segretario del Pd, Enrico Letta. Ed è una« grave», secondo il ministro del Lavoro, Andrea Orlando: «Se non si può parlare di censura in senso stretto, sicuramente è intromissione», ha spiegato Orlando su Rai3 rilanciando la riforma della governance per una «maggiore distanza dalla politica». E da destra? La Lega definisce la questione «tutta interna alla sinistra. vertici della Rai non li ho messi io, Rai3 è schierata a sinistra. mettano d’accordo loro, il problema degli italiani non è Fedez, ma la ripartenza», ha detto Matteo Salvini, dicendosi però «disponibile ad un caffè» chiarificatore con il rapper. se Fedez incassa il sostegno dell’intero mondo della musica, c’è il Codacons, in eterno contrasto, che lo accusa di ipocrisia e ricorda le parole omofobe in alcuni suoi brani di una decina di anni fa. 4Il ddl Zan è appena stato calendarizzato. La sinistra definisce la legge «indispensabile». La destra, invece, «superflua». Inasprirebbe le pene, innanzitutto. Se approvato con il testo attuale, il ddl prevedrebbe la reclusione fino 18 mesi o multe fino a 6 mila euro per chi commette o istiga a commettere discriminazioni. E c’è il carcere da 6 mesi a 4 anni per la violenza. Il testo prevede una «clausola salva idee», che mette in salvo «la li- espressione di convincimenti e opinioni, nonché le condotte legittime riconducibili al pluralismo delle idee». La legge prevede che il 17 maggio diventi la giornata nazionale contro l’omofobia dedicata a promuovere, anche nelle scuole, il rispetto e l’inclusione per contrastare pregiudizi e discriminazioni. La Lega e FdI sostengono che il contrasto di ogni forma di discriminazione sia già nella Costituzione e nel Codice penale. Ma anche a sinistra, il fronte non è così granitico. «Molti, anche nel centrosinistra, ritengono che questo testo si a s c r itto mal e. L e modifiche ci saranno se ci sarà la maggioranza che le determinerà», ha ribadito ieri il presidente leghista della commissione Giustizia del Senato, Andrea Ostellari, relatore del ddl. Ruolo, a sua volta, anche ieri al centro di forti polemiche. 5Il Concertone ha spesso fatto discutere. C’è da sempre un complicato equilibrio tra l’esuberanza degli artisti, gli interessi della politica, la grammatica dei sindacati… Il primo episodio, già nel 1991: Elio e le Storie Tese fecero riferimento alle vicende giudiziarie di Giulio Andreotti. La regia Rai “staccò” dal palco. Due anni dopo, Piero Pelù, frontman dei Litfiba, criticò il Papa. I Litfiba pagarono con alcuni anni di assenza dal palco. Nel 2003, Daniele Silvestri si pre entò con l’allora premier Berlusconi sulla maglietta, criticandolo durante l’esibizione Di recente, Lo Stato Sociale aveva rinunciato a esibirsi, per il veto su una parolaccia del brano. Storia lunga, come si può vedere. l’ultimo Concertone non ha brillato per gli ascolti. L’evento ha raccolto 1,5 milioni di spettatori e il 6,9 di share. L’anno scorso – ma in un contesto diverso, negli ultimi giorni del lockdown totale – 2,264 milioni e l’ di share. Il complicato weekend della tv era cominciato con il monologo di Pio e Amedeo, nello show dei comici foggiani su Canale 5. Quasi 17 minuti contro il “politicamente corretto”, per spiegare come le parole contino, ma soprattutto valga il significato che si dà. Una tesi però espressa con battute pesanti, su gay, neri ed ebrei. Prima pioggia di polemiche social, tra venerdì notte e sabato mattina. Durate però poco, perché all’orizzonte c’era già un’altra tempesta.
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