26 Aprile 2021

COVID, L’ABRUZZO TORNA IN ZONA GIALLA: RISTORATORI SUL PIEDE DI GUERRA PER TROPPE LIMITAZIONI

 

L’AQUILA – Da oggi anche l’Abruzzo assieme a tutto il Centro-nord è tornato zona gialla, ad eccezione degli 11 comuni ancora in zona rossa. Ma il settore della ristorazione, il più colpito contesta l’eccesso di regole, in primis coprifuoco che resta alle 22, e l’obbligo di servire esclusivamente in tavoli esterni, tenuto conto delle rigide temperature.

Da oggi in Abruzzo si potrà comunque tornare a viaggiare liberamente anche se bisognerà tenere conto del coprifuoco alle 22, soprattutto se si va a cena fuori.

“Consentire la riapertura dei ristoranti a pranzo e cena per chi ha spazio esterno riguarda – stima però la Coldiretti – in media circa la metà dei servizi di ristorazione presenti con i posti all’aperto dei locali che sono, però, molti meno rispetto a quelli al coperto”. Viene aggiunto che “le maggiori difficoltà si registrano nei centri urbani stretti tra traffico ed asfalto mentre nelle campagne ci si sta organizzando per offrire agli ospiti degli agriturismi la possibilità di cenare sotto gli uliveti o in mezzo alle vigne.

“A preoccupare tutti – sottolinea Coldiretti – il limite fissato per il coprifuoco alle 22 poiché gli agriturismi sono situati nelle aree rurali e ci vuole tempo per raggiungerli dalle città. Coldiretti aggiunge che “le riaperture sono indicate come priorità da quasi un italiano su tre (30%) che desidera tornare in pub, ristoranti e agriturismi”. E’ rilevato che i mesi di lockdown hanno tagliato i redditi degli operatori con un crollo del fatturato della ristorazione del 42% nel 2020. Sono stati 1,1 milioni di tonnellate di cibi e di vini invenduti dall’inizio della pandemia.

Sul tema, il Codacons ha lanciato anche in Abruzzo un ricorso collettivo al Tar in favore dei ristoratori della regione e delle imprese del settore del wedding, categorie ingiustamente penalizzate dall’ultimo Decreto del Governo sulle riaperture.

“Le ultime disposizioni che regolano a partire dal 26 aprile la ripresa delle attività economiche sono incostituzionali nella parte in cui discriminano determinati esercizi limitandone orari e modalità di apertura al pubblico – spiega il Codacons in una nota – E’ il caso dei ristoranti che non dispongono di spazi all’aperto e che dovranno rimanere chiusi o limitarsi al take away e consegne a domicilio, o al settore dei matrimoni, per il quale il Governo non ha previsto ancora una data per la ripresa degli eventi. Eppure sia all’interno dei ristoranti al chiuso, sia nei locali che organizzano cerimonie e matrimoni, è possibile garantire la sicurezza degli avventori ricorrendo al distanziamento, alla riduzione della capienza massima, a sale ad hoc per vaccinati e ad altre misure che permettano a tali attività di tornare a lavorare nel rispetto delle norme anti-Covid. Proprio su tale aspetto il decreto del Governo realizza una illegittima discriminazione tra locali, con cinema, teatri e librerie che, pur essendo al chiuso, possono ospitare clienti, a differenza dei ristoranti che non dispongono di spazi all’aperto”.

Quello del Codacons è quindi un ricorso collettivo al Tar del Lazio, al quale possono da oggi aderire tutti i ristoratori dell’Abruzzo e tutte le imprese che operano nel settore del wedding, finalizzato a chiederne l’annullamento nella parte in cui impedisce a tali attività di operare al pari di altre categorie di esercizi (per info e adesioni www.codacons.it )

Il Codacons ha inoltre organizzato per mercoledì 28 aprile alle ore 16:30 un webinar dove i legali dell’associazione illustreranno a ristoratori e imprese della regione che operano nel campo dei matrimoni il nuovo ricorso al Tar e risponderanno a dubbi e quesiti degli interessati.

Discorso del tutto differente se ci si trova in una delle cinque regioni ancora arancioni, vale a dire Puglia, Calabria, Sicilia, Basilicata e Valle d’Aosta e in Sardegna, unica zona ancora rossa. In questo caso gli spostamenti sono consentiti solo presentando il certificato verde, che si ottiene se si è vaccinati con prima e seconda dose, si è guariti dal Covid o si è eseguito un tampone nelle ultime 48 ore con esito negativo. All’interno delle regioni gialle, inoltre, è possibile anche in quattro persone andare a trovare amici e parenti in un’altra casa. Si potrà tornare a pranzare e cenare nei ristoranti, ma fino alle 22, e su tavoli all’aperto. Sarà vietato consumare al banco. Via libera con limitazioni anche a spettacoli dal vivo. Chiusi i centri commerciali nei festivi e prefestivi.

In Abruzzo si torna in classe al 70% nelle scuole superiori, ma per le classi quinte gli studenti sono in classe al 100% in preparazione della maturità. Le stesse percentuali valgono per le zone rosse. Fino alla terza media, invece, la didattica è in presenza per tutti. Per quel che riguarda le università il decreto prevede che da oggi al 31 luglio nelle zone gialle e arancioni le attività curriculari siano svolte prioritariamente in presenza. Durante lo stesso periodo in zona rossa i piani di organizzazione della didattica e delle attività curriculari “possono prevedere lo svolgimento in presenza delle attività formative degli insegnamenti relativi al primo anno dei corsi di studio ovvero delle attività formative rivolte a classi con ridotto numero di studenti”.

Regole che non valgono per gli 11 comuni in zona rossa abruzzesi: Torricella Sicura, Castellalto, Martinsicuro e Giulianova per la provincia di Teramo, San Pio delle Camere, San Vincenzo Valle Roveto, Barisciano, Sante Marie, Morino, a cui si aggiungono Capitignano e Oricola, per la provincia dell’Aquila.

BENE L’OPEN DAY VACCINI ASTRAZENECA

Ieri in Abruzzo sono scattati gli Open day della vaccinazione anti-Covid per smaltire le circa 3500 dosi di AstraZeneca rimaste in giacenza a causa delle rinunce precedenti, nelle province di Pescara e L’Aquila riservata agli over 60 senza patologie che lo vorranno potranno o anticipare la somministrazione, magari già prenotata, o addirittura ricevere la dose senza aver aderito ad alcuna piattaforma.

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