Ex- accolto un nuovo ricorso
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fonte:
- Il Quotidiano del Sud
TARANTO – «Il Tar del Lazio ha accolto un nuovo ricorso di ArcelorMittal e ha concesso alla società più tempo per la copertura dei nastri trasportatori» dello stabilimento siderurgico ex Ilva di Taranto (ora Acciaierie d’Italia «ordinando al contempo di realizzare tale obbligo con la massima celerità». Lo rende noto il Codacons, intervenuto nel giudizio contro il ricorso di ArcelorMittal La Sezione Seconda Bis (presidente Elena Stanizzi, relatore Salvatore Gatto Costantino) ha così accolto le istanze dell’acciaieria che aveva impugnato il Decreto del Ministro dell’Ambiente del 29 settembre 2020, recante la «adozione delle determinazioni motivate di conclusione della Conferenza di Servizi del 25 settembre 2020 per l’attuazione della prescrizione n. 6: interventi di chiusura nastri trasportatori per lo stabilimento siderurgico di interesse strategico nazionale ArcelorMittal di Taranto». Oggetto del ricorso: le prescrizioni relative agli interventi di chiusura dei nastri trasportatori, per i quali l’azienda chiedeva una proroga. Il giudice amministrativo fa rilevare che «risulta in atti, dalla produzione del 19 aprile 2021 di parte ricorrente, l’esistenza di impedimenti nelle forniture e nella esecuzione dei lavori che inducono a ritenere che il rispetto del termine del 30 aprile 2021 sia attualmente irrealistico». Il Tar, puntualizza infine il Codacons, «ha accolto le richieste di ArcelorMittal ma, al tempo stesso, ha imposto che gli interventi di copertura dei nastri siano realizzati con la massima celerità, pena l’accertamento delle responsabilità in caso di ritardi e negligenze». Intanto il Comitato cittadino per la Salute e l’Ambiente a Taranto ha annunciato un doppio sit in a Roma il 12 (in piazza San Silvestro) 13 maggio (in piazza Montecitorio). «Questa volta – si legge in una nota noi tarantini, non resteremo inermi in attesa e saremo a Roma con le nostre croci bianche, nostri manifesti e con la dignità di un popolo che rivuole la propria terra finora considerata solo un possedimento dello Stato». La manifestazione è annunciata per la vigilia e il giorno dell’udienza al Consiglio di Stato in cui i giudici di Palazzo Spada dovranno esprimersi sulla sentenza del Tar di Lecce, al momento sospesa, che ordina ad ArcelorMittal e Ilva in As di fermare l’area a caldo dello stabilimento siderurgico (ora Acciaierie d’Italia in ottemperanza all’ordinanza sulle emissioni del sindaco di Taranto Rinaldo Melucci. «A gran voce – aggiungono gli attivisti del Comitato – diciamo “Giù le mani dai bambini”. Saremo a Roma per loro protezione e per rivendicare il diritto alla salute». Il cartello di cittadini e associazioni ambientaliste critica inoltre la decisione del Ministero per la transizione ecologica di presentare, tramite l’Avvocatura di Stato, ricorso in appello incidentale al Consiglio di Stato nel giudizio promosso da ArcelorMittal e Ilva in As contro la sentenza del Tar. È di ieri, infine, la notizia che l’ex Ilva, poi ArcelorMittal cambia ufficialmente denominazione con l’ingresso di Invitalia nel capitale sociale e diventa Acciaierie d’Italia La società pubblico- spiega che «il nome è stato selezionato da una rosa di oltre cento opzioni diverse e tende a sottolineare da un lato il prodotto e dall’altro il profondo legame con il Paese dei tre siti produttivi di Genova, Novi Ligure e Taranto». Nel logo scelto «il pittogramma – precisa ancor Acciaierie d’Italia – rappresenta un particolare di un coil, la forma “a rotolo” nella quale viene venduto l’acciaio pronto per le successive trasformazioni, dipinto nei colori della bandiera italiana e rivolta verso l’alto L’azienda conclude la nota, «è l’unica in Italia a produrre acciaio primario, fondamentale per la filiera nazionale della meccanica, che come noto incide per una quota molto significativa del prodotto interno lordo»
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