Vaccini, il caso dei “fornitori esterni” centomila immunizzati in pochi mesi
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fonte:
- la Repubblica
di Antonio Di Costanzo Oltre 105mila “fornitori di servizi esterni” delle strutture sanitarie, come pulizia, manutenzione, mensa e guardiania sono stati già vaccinati in Campania. Il dato lo dà la scheda del bollettino dell’Unità di crisi della Regione. Da ieri è stata eliminata la categoria “Altro”, che raccoglieva ultra settantenni, conviventi- e personale esterno delle strutture sanitarie. Ora sono indicati separatamente con numero di vaccinati e percentuale sul totale delle adesioni. Il presidente della commissione antimafia Nicola Morra, nei giorni scorsi, ha più volte denunciato che nella «la categoria “Altro” in Sicilia, Calabria, Valle d’Aosta e Campania la percentuale del numero di vaccinati è doppia rispetto alla media nazionale». Vicenda sulla quale il Codacons ha presentato un esposto. «Le ultime tre voci del bollettino vaccinazioni (anni 70- convivente- personale esterno strutture sanitarie) sostituiscono la vecchia voce “Altro” – precisa l’Unità di crisi a ulteriore chiarimento, nella voce “Personale esterno alle strutture sanitarie” vengono compresi, secondo le indicazioni nazionali che puntano agli ospedali Covid free, tutti i lavoratori delle ditte esterne fornitrici di servizi alle strutture sanitarie». questi vanno aggiunti anche 34840 lavoratori in servizio in ospedali, Rsa, e cliniche private. Non sono né medici né infermieri ma sono stati inseriti nella prima fase della vaccinazione, anche se svolgono mansioni amministrative. Intanto, con la nuova ordinanza del commissario Francesco Paolo Figliuolo, il piano di vaccinazione prevede over 80, chi ha elevata fragilità (compresi familiari conviventi, caregiver), persone di età tra 70 e 79 anni e, a seguire, quelle tra 60 e 69 anni. Stop, quindi, all’idea del governatore Vincenzo De Luca e di altri amministratori di proseguire per categorie e puntare a immunizzare i residenti di isole e luoghi turistici. Non a caso, come già accaduto a Capri, anche a Ischia è stata bloccata la vaccinazioni di massa, ipotizzata da De Luca, e annunciata con grande enfasi dai sindaci. Complessivamente in Campania sono stati vaccinati con la prima dose 771.170 cittadini, 285.050 hanno ricevuto anche il richiamo per un totale di 1.056.220 Ancora in ritardo gli over 80: 312441 con 124140 richiami (percentuale del 77,17 sulla prima dose e del 66 sulla seconda) i fragili: in 108691 hanno avuto la somministrazione, ma per questa categoria la profilassi è partita dopo, Da ieri è attiva l’adesione alla vaccinazione per la fascia di età tra 60 e 69 anni: alle 20 si sono registrati in 52.071 il 10 per cento dei circa 600.000 cittadini campani che rientrano in questa fascia d’età Ma su tutto c’è il peso della mancanza di vaccini: clamoroso quanto avvenuto ad Avellino dove l’Asl ha comunicato ai centri vaccinali lo stop alle somministrazioni. La crisi rientrerà domani: la Regione ha stabilito l’invio di una fornitura straordinaria di vaccini e ha annunciato per mercoledì l’arrivo di una fornitura di 11.700 dosi del Pfizer. Per tutta la Campania saranno 148 mila: un numero che basterà a malapena a coprire tre giorni di somministrazioni. E si riaccende anche la polemica politica. Il sindaco Luigi de Magistris torna ad attaccare De Luca: «La Campania è la regione più a lungo in zona rossa, la Campania è la regione con le scuole più a lungo chiuse, la Campania è la regione con il più alto numero di contagi. Mi viene il dubbio che le oltre 100 ordinanze regionali non abbiano adeguatamente tutelato la salute, l’istruzione l’economia e il lavoro. Mi viene il dubbio che devono cambiare immediatamente strategia altrimenti non ne usciamo». Intanto la Campania si conferma la regione con il maggiore numero di positivi attuali al Covid: ben 91378 e la provincia di Napoli è quella che registra l’incremento più alto di nuovi casi: 1168. L’indice di positività in Campania si attesta al 10,10 per cento: sono 2.069 (651 sintomatici) casi positivi su 20.647 tamponi molecolari esaminati. Le persone decedute sono 13 e 1.916 quelle guarite. Calano sia i posti di terapia intensiva occupati (141) sia quelli in degenza (oggi 1.555
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