2 Aprile 2021

Istat: reddito delle famiglie in calo a fine 2020, giù i consumi

 

di Nicola Barone Nel quarto trimestre del 2020, il reddito disponibile delle famiglie consumatrici italiane è diminuito dell’1,8% rispetto al trimestre precedente, e i relativi consumi finali del 2,5%. Di conseguenza, la propensione al risparmio delle famiglie consumatrici è stata pari al 15,2%, in aumento di 0,5 punti percentuali rispetto al trimestre precedente. Così l’Istat aggiungendo che «a fronte di un incremento dello 0,2% del deflatore implicito dei consumi, il potere d’acquisto delle famiglie è diminuito rispetto al trimestre precedente del 2,1%».

L’aumento della propensione al risparmio nel quarto trimestre 2020, spiega l’Istat, deriva da una flessione della spesa per consumi finali più sostenuta rispetto a quella registrata dal reddito disponibile lordo (-2,5% e -1,8% rispettivamente). Il tasso di investimento delle famiglie consumatrici nel quarto trimestre del 2020 è stato pari al 5,7%, 0,1 punti percentuali più basso rispetto al trimestre precedente, a fronte di una flessione degli investimenti fissi lordi del 2,7% e della già segnalata diminuzione dell’1,8% del reddito lordo disponibile.

Nello stesso periodo osservato la pressione fiscale è stata pari al 52,0% (il dato più alto dal quarto trimestre del 2014), in crescita di 1,3 punti percentuali rispetto al 50,7% all’anno precedente, nonostante la riduzione delle entrate fiscali e contributive. Secondo l’Istat nel 2020 la pressione fiscale si è attestata al 43,1% del Pil, in aumento rispetto al 42,4% del 2019. Lo scorso anno il prodotto interno lordo italiano è crollato dell’8,9 per cento.
Per i consumatori dati disastrosi. «Sostenere i redditi»

«Dati disastrosi. Effetto lockdown. Dopo il buon rimbalzo del terzo trimestre, l’Italia riprecipita nel tunnel della crisi per via delle misure restrittive reintrodotte a partire dal Dpcm del 3 novembre». Così commenta gli ultimi dati su reddito e potere d’acquisto delle famiglie l’Unione Nazionale Consumatori . «Dimostrano che se si va avanti con il lockdown anche nel secondo trimestre di quest’anno, il rimbalzo atteso nel 2021 diventerà un miraggio. Insomma, o le vaccinazioni ci consentiranno di riaprire tutto almeno a maggio, facendo decollare i consumi, oppure l’Italia è nei guai. Inoltre servono misure più incisive a sostegno del reddito delle famiglie. Se non ci sono i soldi, infatti, difficilmente potranno essere spesi», aggiunge l’associazione. «Disastroso» l’aggettivo scelto anche dal Codacons. «I dati che arrivano dall’Istat sono peggiori delle aspettative. Il forte impoverimento delle famiglie, infatti, porta oggi il 30% circa dei nuclei residenti in Italia ad avere difficoltà nel pagamento di rate e prestiti; addirittura il 40% delle famiglie ha difficoltà a pagare l’affitto, e tutto ciò mentre cresce la pressione fiscale nel nostro paese – afferma l’associazione – I bonus a pioggia varati dal Governo e le misure di sostegno avviate durante la pandemia si sono rivelate, come dimostrano i dati Istat, del tutto insufficienti: serve una terapia d’urto per sostenere i redditi e far riprendere i consumi, partendo da una riduzione della tassazione specie per beni e servizi indispensabili di cui i cittadini non possono fare a meno».

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