Parrucchieri ed estetisti in coro «Fateci riaprire»
-
fonte:
- La Gazzetta del Mezzogiorno
sANTERAMO IN COLLE. «Chiediamo ad Emiliano di farci riaprire per poter lavorare tutti dignitosamente e in sicurezza. Purtroppo senza lavoro non si vive». È quanto chiedono parrucchieri, barbieri, estetisti e tatuatori, ancora in affanno per la crisi economica provocata dalla pandemia. «Ci chiediamo perché vi siete dimenticati di noi. Perché dopo averci fatto acquistare l’impossibile dopo aver rispettato ogni regola, ogni Dpcm, ogni decreto, adesso ci avete costretto alla chiusura. Vogliamo porre all’attenzione la situazione di tutti noi che ci occupiamo dei servizi alla persona. Abbiamo applicato fin da subito e predisposto i nostri saloni per tutelare la sicurezza dei nostri clienti adeguandoci a tutte le regole che ci sono state imposte. Ora ci ritroviamo chiusi e senza nessuna forma di sostentamento. Perché in passato pur essendo in zona rossa ci avete permesso di lavorare ed ora no? Cerchiamo di venirci incontro, fateci tornare al lavoro. Noi non chiediamo nulla di più. Abbiamo solo bisogno di riaprire le attività per il sostentamento delle nostre famiglie e di quelle dei nostri dipendenti. Noi non abbiamo paura di lavorare. Voi state calpestando la nostra dignità come persone e come professionisti». Sull’argomento interviene la sezione locale del Codacons, l’associazione di tutela dei consumatori, che in una nota chiede di adottare provvedimenti urgenti per consentire la riapertura delle categorie del benessere e il ritorno all’attività degli artigiani. «Montano le proteste per l’ingiusta discriminazione. negozi in cui si svolge l’attività di servizi alla persona sono stati adeguati secondo le normative di contenimento della pandemia. Sono state adattate le dimensioni dei locali, è stato disposto il ricevimento esclusivamente su appuntamento della clientela, garantendo la tracciabilità degli orari di presenza nei sistemi gestionali delle aziende – si legge nella nota -. La chiusura di queste attività sta anche favorendo in maniera indiscriminata il lavoro porta a porta da parte di operatori abusivi, elevando il rischio contagio, e questo indebolisce ulteriormente le attività regolari che stanno rispettando tutte le norme». «Per noi parrucchieri e per tutti i colleghi del settore dell’estetica – afferma Rossella Caponio, parrucchiera – questa decisione di farci chiudere è incomprensibile e ingiustificata. Sono mesi che viviamo con una sorta di spada di Damocle tra capo e collo fino all’incubo dell’ennesima chiusura a fronte di spese da sostenere quasi quotidiane, prescindere che la saracinesca sia alzata o abbassata. Non ci risulta che in passato, quando ci era consentito di svolgere l’attività nostri negozi siano stati focolai del virus».
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- SANITA'
-
Tags: Barbieri, covid, estetisti, parrucchieri
