1 Aprile 2021

Parrucchieri ed estetisti in coro «Fateci riaprire»

sANTERAMO  IN  COLLE.  «Chiediamo  ad  Emiliano  di  farci  riaprire  per  poter  lavorare  tutti  dignitosamente  in  sicurezza.  Purtroppo  senza  lavoro  non  si  vive».  È  quanto  chiedono  parrucchieri,  barbieri,  estetisti  tatuatori,  ancora  in  affanno  per  la  crisi  economica  provocata  dalla  pandemia.  «Ci  chiediamo  perché  vi  siete  dimenticati  di  noi.  Perché  dopo  averci  fatto  acquistare  l’impossibile  dopo  aver  rispettato  ogni  regola,  ogni  Dpcm,  ogni  decreto,  adesso  ci  avete  costretto  alla  chiusura.  Vogliamo  porre  all’attenzione  la  situazione  di  tutti  noi  che  ci  occupiamo  dei  servizi  alla  persona.  Abbiamo  applicato  fin  da  subito  predisposto  nostri  saloni  per  tutelare  la  sicurezza  dei  nostri  clienti  adeguandoci  tutte  le  regole  che  ci  sono  state  imposte.  Ora  ci  ritroviamo  chiusi  senza  nessuna  forma  di  sostentamento.  Perché  in  passato  pur  essendo  in  zona  rossa  ci  avete  permesso  di  lavorare  ed  ora  no?  Cerchiamo  di  venirci  incontro,  fateci  tornare  al  lavoro.  Noi  non  chiediamo  nulla  di  più.  Abbiamo  solo  bisogno  di  riaprire  le  attività  per  il  sostentamento  delle  nostre  famiglie  di  quelle  dei  nostri  dipendenti.  Noi  non  abbiamo  paura  di  lavorare.  Voi  state  calpestando  la  nostra  dignità  come  persone  come  professionisti».  Sull’argomento  interviene  la  sezione  locale  del  Codacons,  l’associazione  di  tutela  dei  consumatori,  che  in  una  nota  chiede  di  adottare  provvedimenti  urgenti  per  consentire  la  riapertura  delle  categorie  del  benessere  il  ritorno  all’attività  degli  artigiani.  «Montano  le  proteste  per  l’ingiusta  discriminazione.  negozi  in  cui  si  svolge  l’attività  di  servizi  alla  persona  sono  stati  adeguati  secondo  le  normative  di  contenimento  della  pandemia.  Sono  state  adattate  le  dimensioni  dei  locali,  è  stato  disposto  il  ricevimento  esclusivamente  su  appuntamento  della  clientela,  garantendo  la  tracciabilità  degli  orari  di  presenza  nei  sistemi  gestionali  delle  aziende  – si  legge  nella  nota  -. La  chiusura  di  queste  attività  sta  anche  favorendo  in  maniera  indiscriminata  il  lavoro  porta  porta  da  parte  di  operatori  abusivi,  elevando  il  rischio  contagio,  questo  indebolisce  ulteriormente  le  attività  regolari  che  stanno  rispettando  tutte  le  norme».  «Per  noi  parrucchieri  per  tutti  colleghi  del  settore  dell’estetica  – afferma  Rossella  Caponio,  parrucchiera  – questa  decisione  di  farci  chiudere  è  incomprensibile  ingiustificata.  Sono  mesi  che  viviamo  con  una  sorta  di  spada  di  Damocle  tra  capo  collo  fino  all’incubo  dell’ennesima  chiusura  fronte  di  spese  da  sostenere  quasi  quotidiane,  prescindere  che  la  saracinesca  sia  alzata  abbassata.  Non  ci  risulta  che  in  passato,  quando  ci  era  consentito  di  svolgere  l’attività  nostri  negozi  siano  stati  focolai  del  virus». 

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this