Si potrà bocciare con la Dad I presidi: «Ritorna il merito»
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fonte:
- Quotidiano di Puglia
Dopo un anno di didattica a distanza, alternato a qualche sporadico giorno in presenza, le scuole potranno bocciare gli studenti con gravi insufficienze? Questo il dilemma che tiene banco in queste ultime ore. Sull’argomento il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi, è stato molto chiaro nell’affermare che quest’anno sarà possibile rimandare e bocciare gli studenti che non raggiungono il livello di preparazione per passare alla classe successiva. Tornano, quindi, vigore le norme pre- Nessuna promozione automatica, nessun 6 politico: «Non sono previste ulteriori ordinanze sulla valutazione degli studenti» hanno fatto sapere dal ministero. Lo scorso anno, invece, dopo il lockdown, fu emanata l’ordinanza ministeriale del 16 maggio 2020, che ammetteva per le classi non terminali del primo ciclo e secondaria di II grado, la promozione anche con insufficienze, cioè in presenza di votazioni inferiori a sei decimi o con un livello di apprendimento non consolidato. Per gli studenti che erano stati promossi a giugno in modo automatico, senza aver raggiunto la sufficienza, si era parlato anche di una strategia dma a settembre di quest’anno poi non è partito nessun corso. Ma ora la musica è cambiata. Il ministro Bianchi ha annunciato che quest’anno per la maturità resta anche il giudizio di ammissione, che l’anno scorso era stato cancellato. L’unica deroga sarà prevista per chi ha avuto problemi oggettivi con la didattica a distanza. «Sono i consigli di classe a decidere le valutazioni» ha ribadito nei giorni scorsi. Dunque la questione di cosa fare con gli studenti che hanno delle insufficienze passa nelle mani dei consigli di classe: sarà ogni scuola a stabilire quanta flessibilità usare negli scrutini di fine anno. L’unica concessione potrà essere quella riguardante il numero di giorni di frequenza, come già previsto per l’ammissione alla maturità. Di fatto, i dubbi e i timori restano: il Codacons ha già annunciato che sono possibili ricorsi al Tar per le bocciature in Dad, ma i presidi sono pronti. ricorsi per le bocciature ci sono sempre stati – commenta il dirigente scolastico dell’Istituto tecnico “Deledda” di Lecce, Raffaele Capone -, noi siamo con la coscienza a posto, perché abbiamo consegnato device alle famiglie e, in alcuni casi, abbiamo anche pagato le spese per la connessione, abbiamo regolamentato la Dad, abbiamo riprogrammato tutto in modo che gli studenti potessero seguire con più semplicità le lezioni, sinceramente più di così…». Per il preside Capone è giu- la linea adottata dal ministro Bianchi: «Lo scorso anno era tutto nuovo e davvero non avevamo gli strumenti per poter valutare con serenità il lavoro degli studenti, ma quest’anno abbiamo quasi sempre lavorato in Dad, ormai è un sistema consolidato, non ci possono essere scusanti, anche perché chi studia lo ha fatto anche a distanza, mentre chi non ha mai voluto studiato e anche negli anni scorsi si è assentato spesso ha ripetuto lo stesso copione anche adesso. Noi da sempre siamo stati chiari con gli studenti, dicendo loro che non ci sarebbero più stati sconti. C’è anche chi ipotizza un recupero, ma io non sono affatto convinto della bontà di questa scelta». Nella scuola del primo ciclo (elementare e media) il problema si avverte di meno, perché gli studenti hanno frequentato in presenza con più assiduità. «Oltre a questo, diciamo che nel primo ciclo i casi di bocciatura sono davvero limitati – afferma il preside del Comprensivo Casale di Brindisi, Fausto Luigi Melissano -. Cosa ben diversa per le superiori, però sarei sempre per dare la possibilità ai ragazzi di recuperare, anche se non è sempre di facile attuazione. La scuola ha il dovere di recuperare chi è rimasto indietro e cercare di indirizzarlo se magari è rimasto indietro». Sulla questione bocciature il presidente dell’associazione dei presidi pugliesi, Roberto Romito, è molto netto: «Ci sono studenti che hanno avuto veramente delle serie difficoltà a studiare con la Dad, non sono scuse, però i consigli di classe hanno la competenza necessaria per stabilire se un ragazzo non è riuscito a studiare per via di problemi oggettivi o perché, invece, non ne aveva voglia. Certo, dovranno valutare attentamente, perché il rischio ricorsi è dietro l’angolo Per Romito, l’unico modo per evitare le bocciature sarebbe pensare a un «corposo recupero estivo, ma poi mancherebbero gli insegnanti, fondi, ecc. Certo è che l’anno scorso con il lockdown totale e con la situazione di assoluta novità non si poteva fare diversamente – conclude -, ma quest’anno sebbene la partenza a singhiozzo, tutto sommato un programma è stato seguito e i ragazzi hanno avuto tutti la possibilità di stare al passo».
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