Pregliasco frena: “Ripartire sì ma in modo mirato”
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fonte:
- il Roma
La riapertura delle scuole non può avvenire istantaneamente, ma deve essere attenta e mirata». dirlo Fabrizio Pregliasco (nella foto), direttore sanitario dell’ospedale Galeazzi di Milano e membro del Cts lombardo, ai microfoni di Inews24 Pregliasco chiede cautela sul ritorno in aula: «Serve un’organizzazione attenta e mirata a questo bisogno. Non possiamo permetterci aperture sconsiderate. Valutiamo in base all’andamento dei contagi per fare le cose bene». Ma, secondo il professore, il ritorno in classe rappresenta anche «un’esigenza personale delle famiglie, in particolare quando i genitori lavorano. Si sa che i bimbi più piccoli sono meno coinvolti nell’incidenza della malattia. più colpiti sono gli adolescenti dai dodici ai diciannove anni. Nell’ambito scolastico, di sicuro non c’è rischio zero, c’è una problematica più grossa sugli adolescenti. Il rischio non è tanto nella scuola ma nel contesto della mobilità che ne consegue. È ovvio il ritorno in aula andrà va- con attenzione e in maniera coordinata, per garantire un’equità in tutta Italia e senza salti in avanti e indietro per le Regioni». Pregliasco si esprime anche sullo studio di Science, secondo cui chiudere le scuole ridurrebbe l’incidenza e la mortalità da Covid- del 60 per cento. Gli adolescenti tra i 10 e i 19 anni hanno più probabilità di contagiare i propri cari: «Il tracciamento, per quanto riguarda le scuole italiane, ormai si è perso. La scuola non rappresenta un vero rischio. Quello che più preoccupa, è la mobilità, perché in questo momento ogni contatto rappresenta il pericolo di un contagio». Il professore pone anche l’accento sulla mobilità: «Le procedure scolastiche vanno istituite con grande attenzione. È importante anche rispettare le regole che ormai abbiamo imparato bene. Per prima cosa però, bisogna dare priorità all’organizzazione del contesto, come della mobilità: punto focale per mantenere bassa la diffusione del virus». Il tutto mentre il Codacons dice sì alla riapertura delle scuole, a patto che sia garantita la didattica a distanza per quelle famiglie che, a causa della propria situazione personale, preferiranno in questo momento non far seguire le lezioni in presenza ai propri figli perché fragili o con patologie particolari, che possono essere considerati a tutti gli effetti a rischio.
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