Evviva Vittoria nata a primavera e auguri Chiara e Fedez da noi che ci sentiamo già i suoi zii
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fonte:
- Repubblica.it
di Assia Neumann Dayan Intorno alle 10,30 iniziano ad arrivarmi messaggi, telefonate, grida dai balconi, oddio cos’è successo, chi mi ha denunciato, e invece no, finalmente Vittoria è nata, evviva Vittoria Lucia Ferragni, nata dalla primavera, prima del suo nome, sorella di Leone. Questa volta Chiara non ci ha dato né modo né tempo di presumere che fosse in travaglio, con Leone avevamo iniziato a preoccuparci dopo diverse ore di Instagram non aggiornato, e a scriverlo mi chiedo come possa essere che mi ricordi tutto quando del mio stesso travaglio non mi ricordo nulla: Chiara, sappi che ti sento come se mi fossi parente.
Ero lì in Puglia con Chiara e Federico quando hanno mostrato il test di gravidanza positivo (più reale del paese reale, se non fosse che si trovavano lì per una sfilata di Dior, mica come noi), sì, mi sono commossa della loro commozione, sono umani, troppo umani, come me, come voi, come le mamme di Toto Cutugno che si amano ma ti amano di più. Nel 2020/2021 i Ferragnez sono riusciti a costruire reparti di terapia intensiva, togliere la polvere dagli Uffizi, fare un figlio in piena pandemia mondiale, quasi vincere Sanremo, avere a che fare con il Codacons. Se questo non è talento, io non so. Ricordo bene la polemica sull’ecografia, breve riassunto per chi non l’ha visto e per chi non c’era: Chiara si era fatta accompagnare dal marito in Mangiagalli, in barba a presunte norme anti-Covid, al sistema sanitario nazionale, al rispetto per le madri sole, i padri soli, i primogeniti soli, i disoccupati, anatema, cavallette. Ma la cosa che più mi lasciò di stucco è che Chiara fosse totalmente esente dal tacito accordo morale tale per cui se sei incinta evito di prenderti a male parole. Non puoi dire “uh ma quanto sei ingrassata”, ma insultarti perché hai un ginecologo privato, certo che sì. Che modernità. Quindi grazie Chiara, da quel momento la gravidanza non può più essere una malattia, la parità è stata raggiunta. O forse no.
Qualche giorno fa Chiara ha pubblicato la foto dello scandalo, lei senza vestiti, eppure non si vede nulla se non quello che vogliamo vedere. Chiara parla di noi e mai di lei, ed è questo il solo grande mistero che vorrei conoscere. Sotto la foto, i soliti ingiustificati commenti – giusto per ribadire la regola di poche righe sopra – ma come, ma tuo marito te lo permette, ti lascia andare su Instagram mezza nuda, per di più incinta? E il pudore? E la vergogna? E i figli? Questi commenti qualificano solo chi li fa, mica lei che dice l’ovvio, cioè che non dobbiamo sposare qualcuno che ci dica come dobbiamo essere o cosa dobbiamo fare. Negli ultimi giorni Chiara era piuttosto insofferente, non ne poteva più (una delle pochissime cose su cui si può dire “se non sei mamma non puoi capire”), e noi con lei che la libertà è partecipazione, e tutti i social si sono attrezzati per darle un conforto, sono nati profili con il countdown al parto, profili per monitorare l’ansia di Fedez, tutti uniti in un pensiero magico positivo. Il nome della bambina ci è stato rivelato solo oggi, ma Fedez ci aveva lanciato l’iniziale poco prima di Sanremo, cucita su un Versace.
Vittoria, io sono certa che manterrai un’aspettativa di questo livello, sei nata Ariete, ti vedo già mettere a ferro e fuoco le proprietà di tuo fratello. Fedez ha passato questi nove mesi con il Codacons con il fiato sul collo, non si capisce bene perché, adesso vediamo se c’è qualche irregolarità riguardante la bambina, quello che so è che a Sanremo eravamo tutti pronti a vederlo scappare da una Chiara in travaglio (un po’ ci speravamo, peccato); era mangiato vivo dall’ansia, e non ha avuto problemi a dircelo, grazie Federico, rendiamo normalità gli attacchi di panico. Adesso Chiara ha pubblicato una storia dove c’è lui che piange in tuta, tiene in braccio la bambina, e mi viene da piangere anche a me, anche se il mio pensiero fisso è: ma Leone, il nostro amato Leone, quale regalo riceverà dalla sorellina? Pare sia usanza fare in modo che il primogenito riceva un dono dalla nuova arrivata, credo per placare l’ira e la gelosia, per rabbonire i fratelli maggiori, per comprarli, e chissà se Leone un po’ ci casca.
Cara Vittoria, ti vogliamo tutti bene praticamente da quando i tuoi genitori in vacanza hanno scoperto di aspettarti, sei nata lo stesso giorno di Ugo Tognazzi e Joan Crawford, sei nata nel decennale della morte di Liz Taylor, non credo in tutta onestà che possa esserci benedizione migliore.
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