23 Marzo 2021

L’estero traina il fatturato dell’industria italiana a gennaio

L’estero traina il fatturato dell’industria italiana a gennaio. Secondo quanto pubblicato oggi dall’Istat, il fatturato dell’industria italiana è migliorato del 2,5% a gennaio in termini congiunturali e al netto dei fattori stagionali. Rispetto al mercato interno (+1,2%) la crescita è stata più marcata sul mercato estero (+5%). Infatti, nonostante la stabilità dell’indice complessivo rispetto ai tre mesi precedenti, si è vista, ha spiegato l’Istat, una flessione della componente interna a fronte, invece, di una crescita di quella estera.

Correggendo gli effetti di calendario (i giorni lavorativi sono stati 19 contro i 21 di gennaio 2020) il fatturato totale è diminuito in termini tendenziali dell’1,6%, con cali più ampi sul mercato estero pari al 2,2% e all’1,3% sul mercato interno. Con riferimento ai singoli settori, hanno registrato trend migliori la manifattura, settore delle apparecchiature elettriche, quello dei macchinari e delle attrezzature, con incrementi tendenziali più elevati, rispettivamente +15,4% e +9,8%. Situazione critica, invece, per industria tessile, abbigliamento e raffinerie che hanno segnato le performance peggiori con -18,6% e -29%.

Aumenti su base mensile poi per i raggruppamenti principali di industrie con un +7,8% per l’energia, un +3,2% per i beni intermedi, un +1,9% per i beni strumentali e un +1,4% per i beni di consumo (-4,7% su 2020). “Da un’analisi più macroscopica i dati sul fatturato dell’industria, nonostante gli aumenti su base mensile, continuano a registrare un segno negativo rispetto al 2020 e il gap è ancora più ampio se guardiamo il periodo pre pandemia”, ha sottolineato Carlo Rienzi, presidente di Codacons, precisando che “ancora una volta dai numeri dell’industria arriva la prova della grave crisi dei consumi che si registra nel nostro paese, crisi che prosegue oramai ininterrottamente da un anno e che deve portare il Governo a studiare misure specifiche per rilanciare la domanda interna”.

La pensa allo stesso modo il presidente dell’Unc, Massimiliano Dona, che giudica il buon recupero che vi era stato a dicembre “un’illusione e un abbaglio che non deve trarre in inganno”. La vera cartina di tornasole per capire se si è finalmente usciti dal tunnel della crisi è il fatturato rispetto all’ultimo mese pre-pandemia, ossia gennaio 2020, ancora inferiore dell’1,6%. Inoltre, ha osservato Dona, il fatturato, nei dati destagionalizzati, risulta ancora inferiore dello 0,6% anche su febbraio, ultimo mese pre-lockdown. Insomma, “si sta andando nella direzione giusta, ma il cammino è ancora lungo. Non si uscirà dal tunnel e i dati resteranno altalenanti fino a che non si uscirà dalle misure restrittive e dalle varie chiusure delle attività economiche”, ha concluso Dona. (riproduzione riservata)

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