CHI NON HA PAURA DI ASTRAZENECA I politici stranieri si vaccinano. E i nostri?
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- Libero
BRUNELLA BOLLOLI â- Simona Riussi è una don- forte. Dopo la morte di suo marito potrebbe gridare al mondo la sua paura, spiegare che non crede alle fatalità, che il suo Sandro aveva 57 anni, stava bene, viveva per la famiglia e per la musica e sabato, come lei, si è sottoposto alla vaccinazione programmata per gli insegnanti. Con Astrazeneca. Simona non ha avuto neanche una linea di febbre, il consorte Sandro Tognatti, invece, è stato male: la temperatura è salita prima a 38, poi a 38,5 quindi a 39.5 e a 17 ore dall’iniezione se n’è andato. Colpito da infarto. Oggi ci saranno i funerali del professore di clarinetto di Biella, ma l’autopsia ha già escluso trombi: si è trattato di una morte cardiaca improvvisa. Tognatti era in salute e, oltre alla moglie, sono stati vaccinati con Astrazeneca anche la giovane figlia e gli anziani genitori: stanno tutti bene. Per questo Simona non ha dubbi: «Farò la se- dose», ha confermato in un’intervista alla Provincia Pavese, «consiglio a tutti di vaccinarsi, l’ho già detto più volte. Non sono un medico, è solo un comportamento che ritengo giusto a prescindere dalla tragedia di mio marito. Mi sembra l’unico modo per vincere il Covid». Mentre si attende il verdetto dell’Ema che oggi dovrebbe dare il via libera alla prosecuzione della campagna vaccinale con il siero sotto accusa in Europa, un sondaggio mostra che la percentuale dei dubbiosi è in crescita: la cifra è passata dal 15 al 20 per cento, spiega Antonio Noto. Una maggiore titubanza riguardo la profilassi è stata riscontrata in un’analisi condotta anche da Tecné. Un’altra rilevazione, poi, mostra il terrore di chi ha già ricevuto la prima dose di Astrazeneca e adesso è in attesa del richiamo che spera di non fare più con la medesima azienda (uno su due in fuga dall’antidoto recitano i dati). Per non parlare del Codacons che annuncia una valanga di contestazioni da parte di cittadini sempre più ansiosi e preoccupati. MESSAGGI SBAGLIATI In pratica, dopo la fiducia iniziale nel salvifico siero che ci dovrebbe riportare a una vita normale, cresce il fronte dei perplessi o, soltanto dei fifoni che temono effetti collaterali pesanti fino alla morte anche a causa di sbagliate informazioni messe in giro dai No- Per questo alcuni leader stranieri hanno deciso di non arrendersi alla paura, di dare il buon esempio affinché la popolazione non sprofondi nell’incertezza non cada preda del panico, ma abbia come unico obiettivo quello di sconfiggere il maledetto virus. «Sono stato convocato come ultra 50enne e molto presto riceverò la mia prima dose di vaccino», ha spiegato il premier inglese Boris Johnson durante il question time alla Camera dei Comuni. E «sarà certamente AstraZeneca ha tenuto a precisare. Nel Regno Unito, che conta già 25 milioni di persone immunizzate, non ci sono dubbi sul fatto che Astrazeneca sia sicuro: «Nessuna evidenza di un aumento del rischio di trombosi come effetto dei vaccini anti Covid e in particolare dell’antidoto prodotto dalla farmaceutica di Oxford», hanno ribadito i massimi specialisti di virologia e infettivologia inglesi. Anche il premier francese Jean Castex ha dichiarato alla tv nazionale che è sua intenzione farsi iniettare il vaccino di cui tanti ora temono reazioni. «Fino ad ora avevo seguito una linea di condotta precisa, farmi vaccinare quando sarebbe arrivato il mio turno: ho 55 anni, nessuna patologia grave, quindi avevo messo in conto di dover aspettare», ha dichiarato Castex, «ma considerato quello che sta succedendo ad AstraZeneca ho pensato che sarebbe stato più giusto farmi vaccinare subito, non appena la sospensione sarà interrotta, per dimostrare ai cittadini che farsi vaccinare è la sola scelta per uscire in tutta sicurezza da questa crisi». GARATTINI INCALZA In Italia invece tutto tace. I nostri governanti non hanno detto una sola parola sulla bontà di Astrazeneca, contribuendo a creare l’idea che qualche pericolo c’è Sergio Mattarella è stato vaccinato, ma con Moderna. Il ministro Speranza non pervenuto al punto che è dovuto intervenire Silvio Garattini a incalzarlo: «Sarebbe importante se Speranza e il premier Draghi si vaccinassero con Astrazeneca». L’unica a farsi avanti, tra il silenzio assordante di molti, è la deputata azzurra Maria Teresa Baldini, medico prima di tutto e quindi da sempre fiduciosa nella scienza e nella ricerca. «Sono pronta a vaccinarmi con Astrazeneca anche domani mattina», ha detto Baldini, «e invito i colleghi parlamentari a fare lo stesso. Bisogna avere paura del virus, non del vaccino». La sua è una scelta di buon senso, un modo per dare l’esempio «affinché si vinca questa psicosi generalizzata».
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