La mobilità sostenibile resta… ferma al palo
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fonte:
- Gazzetta del Sud
Che fine ha fatto il bike sharingChe fine ha fatto il bike sharing? chiederselo è il capogruppo di Fare per Catanzaro Sergio Costanzo che si sofferma sull’annuncio del 26 maggio dello scorso anno fatto dal sindaco Sergio Abramo proprio riguardo al servizio. In quell’occasione il primo cittadino annunciava che l’Amc avrebbe gestito il sistema del car sharing elettrico e delle bici elettriche, al fine di alleggerire il traffico in città. «Ma queste bici che fine hanno fatto?» si chiede Costanzo, che definisce l’annuncio «Il trasporto intermodale è possibile ma Abramo pensa al suo futuro politico» «senza riscontro. Figuriamoci – aggiunge – quando si tratta di sostenibilità ambientale. Ne sono la riprova i parchi e i giardini abbandonati, Villa Margherita ne è un esempio, la mancata attuazione di sistemi fotovoltaici negli edifici pubblici e nelle scuole». Critico il capogruppo rispetto al fatto che non si sfruttino le possibilità di migliorare la qualità della vita, anche in chiave ambientale e smart: «Laddove questi strumenti ci sono, vedi biciclette e scooter elettrici abbandonati, la stessa fine che hanno fatto le bighe, non vengono messi al servizio dei cittadini». E mette in guardia la maggioranza di Palazzo De Nobili dal fare difesa d’ufficio Come nel caso della replica al vicepresidente nazionale del Codacons, Francesco Di Lieto, che l’estate scorsa aveva espresso il timore che le bici elettriche acquistate potessero fare la fine dei 51 scooter abbandonati nelle officine dell’Amc La maggioranza aveva respinto questa ipotesi, ricorda Costanzo che s’interroga anche sulla fine del piano di mobilità urbana: «Dove circolano queste bici che da quanto annunciato da Abramo dovevano servire “per muoversi da nord a sud con facilità senza intasare le vie della città”? Dove sono i motorini e come vengono utilizzati ? E le bighe da dare in dotazione alla polizia municipale? Che fine ha fatto l’isola pedonale?». Il capogruppo di Fare per Catanzaro ritiene che sia il momento di «scelte politiche coraggiose e magari all’inizio un po’ impopolari, ma in grado di facilitare veramente il cambiamento necessario per il pianeta. Anche da noi, l’idea di incoraggiare le persone a un trasporto intermodale non è un’utopia Ma è un tema – afferma – che non trova spazio nell’agenda di Abramo, impegnato a garantirsi un prosieguo politico e non a dare una direzione nuova al capoluogo di regione, ma anche dai limiti dei super manager chiamati a gestire la compartecipata Amc».? chiederselo è il capogruppo di Fare per Catanzaro Sergio Costanzo che si sofferma sull’annuncio del 26 maggio dello scorso anno fatto dal sindaco Sergio Abramo proprio riguardo al servizio. In quell’occasione il primo cittadino annunciava che l’Amc avrebbe gestito il sistema del car sharing elettrico e delle bici elettriche, al fine di alleggerire il traffico in città. «Ma queste bici che fine hanno fatto?» si chiede Costanzo, che definisce l’annuncio «Il trasporto intermodale è possibile ma Abramo pensa al suo futuro politico» «senza riscontro. Figuriamoci – aggiunge – quando si tratta di sostenibilità ambientale. Ne sono la riprova i parchi e i giardini abbandonati, Villa Margherita ne è un esempio, la mancata attuazione di sistemi fotovoltaici negli edifici pubblici e nelle scuole». Critico il capogruppo rispetto al fatto che non si sfruttino le possibilità di migliorare la qualità della vita, anche in chiave ambientale e smart: «Laddove questi strumenti ci sono, vedi biciclette e scooter elettrici abbandonati, la stessa fine che hanno fatto le bighe, non vengono messi al servizio dei cittadini». E mette in guardia la maggioranza di Palazzo De Nobili dal fare difesa d’ufficio Come nel caso della replica al vicepresidente nazionale del Codacons, Francesco Di Lieto, che l’estate scorsa aveva espresso il timore che le bici elettriche acquistate potessero fare la fine dei 51 scooter abbandonati nelle officine dell’Amc La maggioranza aveva respinto questa ipotesi, ricorda Costanzo che s’interroga anche sulla fine del piano di mobilità urbana: «Dove circolano queste bici che da quanto annunciato da Abramo dovevano servire “per muoversi da nord a sud con facilità senza intasare le vie della città”? Dove sono i motorini e come vengono utilizzati ? E le bighe da dare in dotazione alla polizia municipale? Che fine ha fatto l’isola pedonale?». Il capogruppo di Fare per Catanzaro ritiene che sia il momento di «scelte politiche coraggiose e magari all’inizio un po’ impopolari, ma in grado di facilitare veramente il cambiamento necessario per il pianeta. Anche da noi, l’idea di incoraggiare le persone a un trasporto intermodale non è un’utopia Ma è un tema – afferma – che non trova spazio nell’agenda di Abramo, impegnato a garantirsi un prosieguo politico e non a dare una direzione nuova al capoluogo di regione, ma anche dai limiti dei super manager chiamati a gestire la compartecipata Amc».
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