10 Marzo 2021

Il neonatologo accusato di concussione tra le parti civili anche il Policlinico

È  stato  incardinato  davanti  ai  giudici  della  terza  sezione  penale  del  Tribunale  (presidente  Corrao),  il  processo  al  medico  neonatologo  catanese  dell’ospedale  San  Marco,  Alessandro  Rodonò,  arrestato  posto  ai  domiciliari  nel  gennaio  del  2020,  poi  rinviato  giudizio,  per  concussione.  Il  medico  (difeso  dall’avvocato  Santi  Terranova)  venne  accusato  di  avere  commesso  quattro  gravi  episodi  concussivi  (due  consumati  due  tentati)  avvenuti  tra  settembre  ottobre  del  2019  ai  danni  di  genitori  di  neonati  prematuri  ai  quali  chiedeva  denaro  per  effettuare  esami  inutili  che  prospettava  come  necessari,  per  valutare  le  condizioni  di  salute  dei  piccoli.  Numerose  le  parti  civili  ammesse,  tutte  presentatesi  come  presunte  vittime  del  medico.  Ammessa  come  parte  civile  anche  l’azienda  ospedaliera  Policlinico  (rappresentata  dall’avvocato  Tommaso  Tamburino).  Rigettata  invece  la  richiesta  di  costituzione  del  Codacons.  Nel  corso  dell’udienza  richieste  dalle  parti  le  fonti  di  prova.  Secondo  l’accusa  stando  alla  ricostruzione  degli  inquirenti,  venne  accertato  che  il  neonatologo,  dopo  avere  effettuato  controlli  di  routine  spese  del  servizio  sanitario  nazionale,  avrebbe  riferito  ai  genitori  dei  pazienti  la  necessità  di  fare  ulteriori  ecografie  cerebrali  (che  sarebbero  state  inutili)  e,  approfittando  della  preoccupazione  ingenerata,  intimava  loro  di  eseguire  l’esame  ecografico  in  regime  “intramoenia”.  caso  contrario  si  sarebbe  rifiutato  di  eseguirlo.  Il  dotto  Rodonò  ha  sempre  negato  gli  addebiti.  Prossima  udienza  settembre. 

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