Il neonatologo accusato di concussione tra le parti civili anche il Policlinico
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fonte:
- La Sicilia
È stato incardinato davanti ai giudici della terza sezione penale del Tribunale (presidente Corrao), il processo al medico neonatologo catanese dell’ospedale San Marco, Alessandro Rodonò, arrestato e posto ai domiciliari nel gennaio del 2020, poi rinviato a giudizio, per concussione. Il medico (difeso dall’avvocato Santi Terranova) venne accusato di avere commesso quattro gravi episodi concussivi (due consumati e due tentati) avvenuti tra settembre e ottobre del 2019 ai danni di genitori di neonati prematuri ai quali chiedeva denaro per effettuare esami inutili che prospettava come necessari, per valutare le condizioni di salute dei piccoli. Numerose le parti civili ammesse, tutte presentatesi come presunte vittime del medico. Ammessa come parte civile anche l’azienda ospedaliera Policlinico (rappresentata dall’avvocato Tommaso Tamburino). Rigettata invece la richiesta di costituzione del Codacons. Nel corso dell’udienza richieste dalle parti le fonti di prova. Secondo l’accusa e stando alla ricostruzione degli inquirenti, venne accertato che il neonatologo, dopo avere effettuato i controlli di routine a spese del servizio sanitario nazionale, avrebbe riferito ai genitori dei pazienti la necessità di fare ulteriori ecografie cerebrali (che sarebbero state inutili) e, approfittando della preoccupazione ingenerata, intimava loro di eseguire l’esame ecografico in regime “intramoenia”. caso contrario si sarebbe rifiutato di eseguirlo. Il dotto Rodonò ha sempre negato gli addebiti. Prossima udienza a settembre.
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