Un po’ di Monza a Sanremo con lo sfortunato Irama E dai disabili piovono critiche contro Amadeus e Ibra
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fonte:
- Giornale di Monza
Un Sanremo senza pubblico è impensabile, dicevano. La 71esima edizione del Festival, invece, non solo ha mostrato che la kermesse a platea vuota può riuscire, ma anche che l’unico fattore veramente immancabile è la polemica. Una polemica quest’anno tutta monzese, che non ha risparmiato né artisti né conduttori. Il primo a esserne colpito è stato Irama, al secolo Filippo Maria Fanti, cresciuto a in città ascoltando i grandi della musica italiana e non solo. «Se non mi trovavano, quasi certamente ero dietro il cinema Capitol con i miei amici a improvvisare rime rap» aveva raccontato. Un legame, quello con la città, sottolineato dal cantante in occasione del Festival, con la scelta di ambientare il video della canzone «La genesi del tuo colore» all’Au todromono Nazionale. Fino a quel momento le premesse erano state positive, peccato, che all’inizio della settimana sia risultato positivo anche l’esito dei tamponi fatti a due suoi collaboratori, il parrucchiere- e il fonico. Per Irama, entrato in contatto diretto con loro, ciò ha comportato l’obbligo di una quarantena coincidente con la durata del Festival. Un duro colpo per il monzese, sottoposto a controlli ma risultato sempre negativo, soprattutto per la conseguenza prevista dal regolamento in simili ipotesi: l’eliminazione dalla gara. Provvidenziale in tal senso è stata l’idea di Amadeus per la seconda serata: «Chiederò a tutti i 25 cantanti se sono d’accordo a tenere in gara Irama mandando in onda il video delle prove», ha spiegato il conduttore. Detto fatto per la Rai, che ha ottenuto l’adesione di tutte le etichette e gli artisti e anche per il cantante, quinto nella classifica generale del Festival, pur non troppo entusiasta di essere apparso sugli schermi di milioni di telespettatori senza provare l’adrenalina dell’esibizione Per nulla contento invece il Codacons, che sui social non ha perso tempo nel condannare la decisione di far gareggiare il cantante: «Un comportamento assurdo e scorretto sia nei confronti degli altri artisti, sia del pubblico, sia dello stesso Irama». La par condicio è stata al centro anche di un’altra polemica, che ha visto coinvolto Mattia Muratore, ambasciatore dello sport paralimpico, campione del mondo di wheelchair hockey e capitano dello squadrone degli Sharks di Monza. Muratore è intervenuto sui social scagliandosi contro il trattamento riservato dai conduttori a Donato Grande, atleta di powerchair football e ospite della terza serata. Sono stati i luoghi comuni sulla disabilità di Amadeus, le battute poco felici di Zlatan Ibrahimovic, il tutto unito a un atteggiamento compassionevole nei confronti del campione, ad irritare profondamente Muratore: «È stata l’ennesima occasione persa» ha spiegato su Facebook, in cui ha vinto una televisione che «ritiene ancora che la narrazione più efficace quando si parla di disabilità sia mettere i “disabili” e gli “altri” su due livelli diversi. Sia ancora enfatizzare più la malattia che la persona».
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Tags: Festival di Sanremo, irama
