Il balletto delle misure regionali: ben dodici provvedimenti da ottobre
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fonte:
- Quotidiano di Puglia
12 ordinanze in cinque mesi, con una media di uno o due dispositivi ogni 15 giorni fino a dicembre, poi diventati anche tre tra gennaio e febbraio, quando sono partiti i primi ricorsi. Così il governatore Michele Emiliano ha scandito i ritmi della scuola pugliese ai tempi della pandemia. Un balletto di provvedimenti che hanno destabilizzato presidi, docenti e segreterie, costretti a riorganizzare, di volta in volta, la didattica e gli orari, ma anche le famiglie, che ad un certo punto si sono dovute assumere la responsabilità di decidere se mandare o meno i propri figli in presenza. La prima ordinanza, 397 del 22 ottobre, sospende le attività didattiche in presenza limitatamente alle ultime tre classi delle superiori, rimodulando gli orari di ingresso e di uscita dei ragazzi, in attesa di un efficace e sicuro piano trasporti. Il secondo provvedimento, numero 399, porta la data di ottobre 2020 – il 25 – con decorrenza dal 27 ottobre al 24 novembre, dispone ancora la sospensione delle attività didattiche in presenza solo delle ultime tre classi delle superiori, con misure di flessibilità organizzativa per una quota non inferiore al 75%, e orario di ingresso non prima delle ore 9. Il terzo dispositivo, numero 407 del 27 ottobre 2020 (in vigore dal 30 ottobre al 24 novembre) arriva a due giorni di distanza dell’ordinanza 399 e dopo il Dpcm del 24 ottobre, sospende la didattica in presenza per tutti gli ordini di scuola (dalle materne alle superiori) questo subito contestato dal Codacons di Lecce che, per conto di un gruppo di genitori, lo impugna davanti al Tar di Bari. Come correttivo il presidente Emiliano emana il quarto provvedimento, numero 413, del 6 novembre 2020, con decorrenza dal 7 novembre al 3 dicembre, con il quale vengono riaperte le scuole – dopo la sospensiva dell’ordinanza 407 che le aveva chiuse – ma stavolta il governatore fa ricadere la decisione della scelta ai genitori della primaria, mentre per la secondaria restano tutti in Dad. Non solo. Dalle pagine di Fb lancia appelli ai genitori sollecitandoli a pretendere la Dad dalle scuole, un messaggio subliminale per invitare a far studiare i ragazzi da casa. La quinta ordinanza, numero 444, decorre dal 4 al 23 dicembre, rinnova la precedente lasciando ancora ai genitori degli alunni delle elementari e medie l’onere di decidere se mandare o meno i figli a scuola. corredo del dispositivo i numeri dei contagi (in aumento) relativi al periodo successivo all’apertura delle scuole (su un totale di 562 scuole, individuati 1.055 casi di positività fra alunni e personale scolastico). Il sesto provvedimento, numero 1, arriva il giorno prima dell’Epifania il 5 gennaio 2021, con decorrenza dal 7 al 15 dello stesso mese: nella primaria resta la didattica a distanza a scelta, mentre le famiglie che richiedono la presenza possono esercitare tale scelta una sola volta e per tutta la durata dell’ordinanza Nelle superiori, invece, tutti in Ddi (didattica digitale integrata) da casa, eccetto che per le attività laboratoriali. Il settimo è il numero 11 del 13 gennaio e proroga le stesse misure dell’ordinanza precedente. L’ottavo dispositivo, numero 14 del 16 gennaio, decorre dal 18 al 23 gennaio, rimanda al Dpcm del 14 gennaio (l’ultimo del premier Conte) le regole per la scuola del primo ciclo (materna, elementare e media), confermando comunque la possibilità per le famiglie di tenere a casa i propri figli, sempre con la didattica a distanza
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