Da Milano a Napoli istituti in ordine sparso
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fonte:
- Avvenire
Scuole chiuse “a scacchiera” lungo la Penisola con la didattica a distanza che continua a sostituire la presenza in classe nelle province o nei comuni dove il contagio è più diffuso. A regolare gli accessi nelle aule sono ordinanze di governatori e sindaci nell’ambito delle loro competenze. Ne esce un quadro variegato. Il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana ha stabilito nei giorni scorsi l’istituzione di una “zona arancione rafforzata” per l’intera provincia di Brescia, oltre ai comuni di Viadanica, Predore San Martino, Sarnico, Villongo, Castelli Calepio, Credaro e Gandosso (Bergamo) Soncino (Cremona). Disposta quindi la chiusura delle scuole d’infanzia delle elementari e medie fino al 2 marzo, con probabile proroga, già firmata peraltro (sino al 3 marzo) della zona rossa per i Comuni di Bollate (Milano), Viggiù (Varese) Mede (Pavia). Qui le scuole continuano la loro attività con la Dad. Nell’area di Bologna (anch’essa zona “arancione scura”) le uniche attività scolastiche in presenza, da lunedì prossimo, soS no i Servizi educativi da a 3 anni e le scuole dell’infanzia tutti gli altri istituti restano chiusi e in Dad. «Siamo pronti allo stop – ha dichiarato la presidente regionale dell’Associazione nazionale dirigenti scolastici, Alessandra Francucci – ma è necessario che la comunicazione arrivi con congruo anticipo e in tempi rapidi per poter rivedere la nostra organizzazione e comunicare alle famiglie le modifiche sostanziali». Ad Ancona e Macerata il governatore delle Marche, Francesco Acquaroli, ha firmato un’ordinanza che prevede come le superiori, le seconde e le terze classi delle medie, «lavoreranno al 100% con la didattica a distanza, da domani (oggi, ndr) e fino al 5 marzo compreso. Nel Lazio, il sindaco di Monterosi (Viterbo), ha deciso di prolungare per altre due settimane la chiusura delle scuole presenti sul territorio comunale. Situazione più uniforme invece in Campania, dove da lunedì chiuderanno tutte le scuole. Lo ha annunciato ieri il governatore Vincenzo De Luca su facebook. Le ragioni, ha spiegato, sono due: «contrastare le varianti che hanno un’aggressività maggiore in generale ma in particolare sulla popolazione giovanile. utilizzare alcune settimane per completare la vaccinazione del personale scolastico». Il Tar della Puglia ha respinto la richiesta di sospensiva presentata dal Codacons di Lecce relativa all’ultima ordinanza sulla scuola firmata dal presidente della Regione Michele Emiliano. Con un secondo decreto depositato, il presidente del tribunale amministrativo Orazio Ciliberti afferma che «è reale l’esigenza di prevenire il contagio pandemico nelle scuole». La questione centrale delle scelte regionali sulla scuola può essere semplificata così, secondo l’organo giurisdizionale locale: «ai bambini e ai minori bisognosi di sostegno non si può chiedere di restare soli a casa a praticare la didattica digitale a distanza, viceversa tale sacrificio sia pure in certa misura, può essere chiesto agli adolescenti». «La scelta in ultima istanza – ha spiegato ancora Ciliberti – deve essere consentita alle famiglie dei minori e da ciò consegue che i dirigenti scolastici devono oltremodo argomentare e motivare l’eventuale diniego della didattica in presenza a chi ne faccia richiesta». ln Sicilia, infine, il presidente della Regione, Nello Musumeci, ha disposto la zona rossa per due comuni della provincia di Palermo, San Cipirello e San Giuseppe Jato e la sospensione sino all’ marzo di tutte le attività scolastiche in presenza.
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