«Ora il cronoprogrmma dello spegnimento» Dal sindaco di Taranto ultimatum sull’ex Ilva
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fonte:
- La Gazzetta del Mezzogiorno
TARANTO. Il sindaco di Taranto Rinaldo Melucci intima l’ultimatum a Ilva in amministrazione atraordinaria e ArcelorMittal ai quali ieri ha chiesto il cronoprogramma delle fasi di spegnimento dei reparti dell’area a caldo, altoforni, cokerie, acciaierie secondo quanto disposto con ordinanza sindacale del 27 febbraio 2020 sulle emissioni. Il Consiglio di Stato, al quale Arcelor e Ilva in As hanno fatto ricorso contro la sentenza del Tar di Lecce che ha dato ragione al sindaco, non ha concesso la sospensione. Il countdown è iniziato il 14 febbraio. tecnici hanno ora cinquanta giorni per spegnere lo stabilimento siderurgico. L’ marzo sarà discussa in sede collegiale la richiesta di sospensiva e il 13 maggio è prevista l’udienza di merito. «Andiamo spediti dice il sindaco Melucci – nella direzione della tutela della salute dei tarantini. Ci auguriamo che il Consiglio di Stato tenga in debita considerazione le aspirazioni di una comunità di mezzo milione di persone». Il Comune è anche parte civile al processo «Ambiente svenduto», sul presunto disastro ambientale causato dall’Ilva nel periodo di gestione della famiglia Riva (1995- dove ha chiesto danni per 10 miliardi di euro. ieri in udienza anche la Provincia di Taranto ha presentato un conto miliardario ai 47 imputati (44 persone e 3 società) con l’avvocato Giuseppe Sernia. L’amministrazione guidata da Giovanni Gugliotti ha chiesto danni per dieci miliari di euro per le case deprezzate, cinque miliardi per danno morale e di immagine derivante «dal degrado e dalla insalubrità dell’intero territorio che scoraggiano il flusso turistico e commerciale verso l’intera provincia tarantina» e altri cinque miliardi di provvisionale, cioè un risarcimento immediato. Tra gli imputati ci sono anche l’ex presidente della Provincia Gianni Florido e l’ex assessore all’Ambiente Michele Conserva (la procura ha chiesto 4 anni di carcere per entrambi), accusati di aver fatto pressioni su un dirigente per far ottenere a Ilva alcune autorizzazioni. Anche la Regione Puglia è parte civile e si è associata alle richieste di condanna della procura, anche quella a 5 Gli Editori: per il nostro settore un segno di impegno concreto La Fieg plaude alle indagini condotte dalle Fiamme gialle l ROMA. La Fieg esprime «apprezzamento per gli ulteriori risultati di contrasto alla pirateria digitale conseguiti nell’ambito dell’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Bari e condotta dal Nucleo di Polizia Economico- della Guardia di Finanza di Bari: segno di attenzione per il nostro settore e di impegno concreto nell’attività di protezione del diritto d’autore Così la Fieg ha commentato gli ultimi sviluppi dell’operazione avviata nell’aprile 2020 dopo la denuncia dell’associazione sulla diffusione dei file pirata attraverso la piattaforma Telegram, che ha portato al sequestro preventivo d’urgenza di 10 siti web pirata, tramite i quali venivano diffusi giornali, riviste ed ebook, le cui copie digitali potevano essere facilmente scaricate attraverso link di collegamento a server esteri. Nel corso delle indagini sono stati identificati i responsabili della distribuzione illecita di migliaia di copie digitali di quotidiani, 9 dei quali indagati per violazione della legge sul diritto d’autore Nell’agosto scorso alcuni degli indagati erano già stati destinatari di perquisizioni domiciliari in Puglia, Campania, Marche e Lazio. quasi un anno dalla segnalazione della Fieg, sono 329 i canali e i gruppi di utenti di Telegram individuati e bloccati grazie al continuo monitoraggio della Guardia di Finanza, cui la stessa Federazione degli Editori «ha contribuito prestando la propria fattiva collaborazione». Fieg auspica che azioni come quella della Finanza di Bari «possano aumentare il grado di consapevolezza e di sensibilità in quella vastissima platea di utenti/ che alimentano il mercato della pirateria editoriale, spesso ignorando i rischi giudiziari che corrono direttamente e gli ingenti danni economici che provocano all’industria dell’informazione alla libertà di stampa. La costante attività della Fe- a tutela del prodotto editoriale prosegue anche con riferimento alla riproduzione degli articoli di giornale nelle rassegne stampa e al processo di implementazione della Direttiva Copyright, che introduce il diritto connesso degli editori di giornali nei confronti degli Ott». [ag.] AMPIO RAGGIO Perquisizioni eseguite tra Puglia, Campania, Marche e Lazio anni per l’ex governatore Nichi Vendola, accusato di aver fatto pressioni sul direttore di Arpa Giorgio Assennato per favorire Ilva. L’Ente di via Gentile però è anche responsabile civile con l’avvocato Alessandro Amato, chiamato a rispondere proprio delle condotte di Vendola. Il legale ha spiegato che la Regione, fermo restando il dolore per la situazione che ha colpito i cittadini, non merita di essere condannata perché è stata la prima in Italia a dotarsi di leggi contro diossina e benzoapirene e la prima a implementare il registro tumori con gli studi sulla valutazione del danno sanitario. L’avvocato Carlo Rienzi, presidente del Codacons, ha chiesto un risarcimento di oltre 4 milioni di euro, la confisca dello stabilimento e mostrato alla Corte d’Assise i dati impietosi della fuga delle imprese da Taranto che posizionano la città bimare al fondo nella classifica per la qualità della vita. Anche alcuni cittadini, ammalati di tumore, si sono costituiti parti civili con gli avvocati Giuseppe Lecce e Andrea Mancini. La prossima settimana iniziano le arringhe difensive. La sentenza potrebbe arrivare a maggio
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