22 Febbraio 2021

E il Codacons torna al Tar contro l’ordinanza

I cancelli di molti istituti scolastici sono già stati tappezzati di cartelli: a Lecce, Leverano, Copertino, Tricase.
“La Dad non è scuola” e poi “Vogliamo la scuola in presenza”. E già questa mattina da Lecce a Bari, in tutte le province pugliesi comitati, genitori e studenti sono scesi in strada per protestare. Sit in e flash mob già a partire dalle 8 davanti alle scuole di tutta la regione. Manifestazioni di protesta che vanno in un’unica direzione: rimarcare con cartelli e zaini davanti ai cancelli il fermo no delle famiglie all’ennesima chiusura degli istituti scolastici. Tra le istanze la richiesta di ritirare l’ordinanza regionale che lascia a casa in Ddi il 100% di studenti degli istituti di ogni ordine e grado e la richiesta riapertura in sicurezza delle scuole. A fare da apripista alla protesta sarà il comitato Priorità alla scuola – Puglia che ha indetto sit in davanti alle scuole di tutte le province pugliesi.
Domani, invece, toccherà, al coordinamento La scuola che vogliamo – Scuole diffuse di Puglia in Piazza della Libertà a Bari partire dalle 15. No alle scuole chiuse in Puglia, no al lockdown esclusivo dei bambini e delle bambini e sì al commissariamento della Regione Puglia: queste le ragioni della protesta.
Ma a puntare i riflettori sulla nuova ordinanza regionale sulla scuola che porta la firma del governatore Michele Emiliano a breve saranno nuovamente i giudici amministrativi del Tar di Bari. Come aveva già fatto in occasione della precedente ordinanza di chiusura della scuole dello scorso 28 ottobre, il Codacons Lecce annuncia un nuovo ricorso al Tribunale amministrativo. Nei mesi scorsi i giudici baresi avevano sospeso l’ordinanza di chiusura delle scuole pugliesi. Risultato che l’associazione dei consumatori ora punta a incassare nuovamente. «Una ordinanza che non ha né capo, né coda – tuonano gli avvocati Alessandra Cancelli e Piero Mongelli a mezzo nota congiunta – Parte dalla variante inglese senza indicare le incidenze attuali, passa dalla necessità di vaccinare i professori quasi che la vaccinazione impedisca loro di fare i professori, per poi giocare sulle percentuali di protezioni dal virus della sola prima iniezione prevista per cui la vaccinazione non garantirebbe neanche una protezione globale (non si comprende poi che protezione darebbe alla tanto temuta variante inglese) e giungere al tavolo sindacale che ritira lo sciopero perché si è di fatto concesso ai dirigenti scolastici il potere di decidere chi ha il diritto di andare a scuola in presenza e di chi no». I legali dell’associazione consumatori, poi, rimarcano: «Mentre il presidente Draghi chiede di dare priorità alle scuole e si mettono in luce i rischi della didattica a distanza, dell’abbandono scolastico e del minor apprendimento, il governo regionale mette in campo la chiusura totale della scuola. Il Codacons si rivolgerà al Tar di Bari e ha già avviato una colletta per finanziare il pagamento delle spese processuali».
P.Col.

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