Codacons propone la confisca dello stabilimento
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fonte:
- Il Quotidiano del Sud
TARANTO – «Nessuna tonnellata di acciaio vale una vita umana e per questo chiediamo la confisca dell’ex Ilva di Taranto». Così il presidente del Codacons di Taranto, l’avvocato Carlo Rienzi, con riferimento alle prime richieste di condanna avanzate dai pm del pool della procura di Taranto, ai principali imputati del processo Ambiente svenduto in corso davanti ai giudici della Corte d’Assise pm – prosegue Rienzi – sono stati sin troppo generosi nella formulazione delle richieste di condanna alla Corte perché è stato dimostrato, nel corso del dibattimento, che c’era intenzionalità nel non risolvere i problemi. C’era la volontà di nascondere la verità». «Ci auguriamo che ci sia il risarcimento dei danni in favore delle parti civili costituite e confidiamo nelle decisioni della Corte, fermo restando che a nostro avviso, non ci sono le condizioni per garantire i diritti alla salute e all’ambiente conclude il presidente del Codacons di Taranto. Reazioni (poche) anche dal mondo della politica. «Sono condanne dure quelle che il pubblico ministero Buccoliero ha chiesto nella sua requisitoria sul processo “Ambiente svenduto”, dove noi Verdi ci siamo costituiti parte civile. Richieste di condanne contro i Riva, personalità politiche fino a strutture tecniche e amministrative. Non solo dal processo, ma in questi ultimi 9 anni, da quando l’Ilva è stata sequestrata, niente è cambiato. La città è an- avvolta dall’inquinamento e una popolazione, quella di Taranto, abbandonata e violentata nei suoi diritti costituzionali». Lo afferma in una nota Angelo Bonelli, coordinatore dell’esecutivo nazionale dei Verdi ed esponente di Europa Verde. «C’è una responsabilità drammatica da parte della politica – rileva Bonelli – che nessuna aula giudiziaria potrà mai appurare. L’omissione e l’incapacità di prevenire l’inquinamento e di sanzionarlo, con una drammatica omissione delle istituzioni e sulle quali è dovuta intervenire l’autorità giudiziaria, sostituendosi alla politica». Taranto – conclude Bonelli – si è conclamato un fallimento della politica italiana talmente evidente che nessun tribunale potrà accertare in nome del popolo inquinato».
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