Codacons: «Il ricorso? Mera illusione» Peacelink: «Fronte d’iniziativa unitario»
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- Quotidiano di Puglia
Anche se ArcelorMittal Italia ha già comunicato che «promuoverà immediatamente appello presso il Consiglio di Stato» un diluvio di reazioni è stato scatenato dalla sentenza depositata ieri dal Tar. «Il ricorso annunciato è una mera illusione che dovrà scontrarsi con una innegabile realtà: il diritto dei cittadini alla salute prevale sempre sugli interessi economici dei privati» rintuzza il Codacons commentando la sentenza del Tribunale amministrativo. L’associazione dei consumatori era intervenuta «ad opponendum» nella causa dinanzi al Tar ed ora annuncia che si costituirà anche nel successivo giudizio». ArcelorMittal «continua ad illudersi – sottolinea il presidente del Codacons Carlo Rienzi – di poter fermare la necessaria e obbligatoria rimozione delle micidiali emissioni gassose del camino E312 Le sentenze del Consiglio di Stato «degli ultimi 20 anni – conclude Rienzi – hanno sempre dato prevalente valore alla vita umana rispetto a qualsiasi esigenza di produzione industriale, anche stavolta il Codacons sarà in tribunale al fianco del sindaco di Taranto per bloccare qualsiasi tentativo della fabbrica dei veleni di uccidere ancora innocenti». Anche Peacelink esprime «viva soddisfazione» per la sentenza: «L’area a caldo dell’Ilva – osserva il presidente Alessandro Marescotti – è formata da cokerie, altoforni, agglomerato, acciaierie, Grf (gestione rottami ferrosi). Ed è l’area fortemente inquinante che attualmente risulta al centro anche del processo (derivato dall’inchiesta Ambiente Svenduto)». Secondo l’ambientalista «siamo ad un momento cruciale della storia dei Taranto. Appare quindi acclarato da questa sentenza che il cosiddetto bilanciamento fra salute e produzione sia ormai venuto meno alla luce della lunga serie di evidenze sanitarie emerse dal 2013 ad oggi. La messa a norma degli impianti, infatti, rimane incompleta». Marescotti auspica «un fronte di iniziative unitario. Al nuovo governo deve arrivare un solo messaggio». agli appelli al nuovo Governo si aggiunge Nicola Oddati, coordinatore dell’iniziativa politica nella segreteria nazionale del Partito Democratico. «Se si tratta di un Governo ambientalista e se la transizione ecologica assume un valore e un impegno assoluto, l’acciaieria di Taranto ne è il paradigma. È utile che il nuovo Presidente del Consiglio incontri al più presto il sindaco e il presidente della Regione e istituisca il tavolo per l’accordo di programma». «Questa sentenza sostiene – dimostra quanto siano fondate le preoccupazioni delle Istituzioni locali e di tanta parte della città sui rischi per la salute dei cittadini derivanti dalla produzione a caldo. Questa situazione ripropone l’esigenza di dare l’assoluta priorità all’avvio del processo di decarbonizzazione». «Soddisfazione per la sentenza del Tar di Lecce che accoglie in pieno l’impostazione di salvaguardia della salute del sindaco Melucci e del presidente Emiliano. Finalmente si ristabilisce una scala di priorità aderente ai valori costituzionali: il bene della salute e della vita», è espressa anche da Ubaldo Pagano, deputato Pd. Chi critica il presidente Emilianoè il capogruppo di FdI alla Regione Puglia, Ignazio Zullo: «Non ha perso tempo. Scaricato velocemente l’amico Conte, ha preso carta e penna e ha informato i ministri Franceschini (Cultura del Pd), Cingolani (Ambiente del M5S non si capisce bene), Orlando (Lavoro del Pd), Guerini (Difesa del Pd) e Patuanelli (Agricoltura del M5S per sollecitare un incontro per discutere dell’ex Ilva, Ora ad Emiliano sfugge, non è chiaro se volutamente o per distrazione, che il ministero che si occupa essenzialmente del siderurgico di Taranto è il Mise e che Patuanelli ora è ministro all’Agricoltura Mise siede il ministro Giorgetti della Lega”.
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