Inchiesta sui vaccini «E la campagna finirà solamente tra 4 anni»
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Partita tra gli applausi, con tanto di foto ricordo, la campagna vaccinale in Italia procede a rilento. «Colpa delle multinazionali», dicono dal governo e ribadiscono dal Codacons con un esposto che ha dato il via all’ennesima inchiesta legata al Covid. E mentre i magistrati indagano il Paese aspetta. Con alcune stime che spostano la fine della prima parte dell’immunizzazione di massa da marzo 2021 a novembre del 2025. IL FASCICOLO K Dopo aver indagato sulle stragi nelle Rsa ed essersi occupata degli appalti per l’acquisto di mascherine, la Procura accende un faro anche sui vaccini anti- Con una inchiesta nata in seguito alla presentazione di un esposto che il Codacons ha inviato a oltre cento uffici giudiziari d’Italia tra cui Torino., dove è finito sulle scrivanie dei procuratori aggiunti Vincenzo Pacileo e Enrica Gabetta. Secondo l’associazione dei consumatori, ritardi delle forniture di vaccini, sia di Pfizer che di Astrazeneca non costituirebbero soltanto “inadempimenti contrattuali” delle ditte con l’Unione europea e con il governo, ma sarebbero le potenziali cause di un vero e proprio concorso in epidemia, nonché di danni alla salute per la collettività. L’ente chiede quindi agli inquirenti di indagare, affinché si faccia luce sui ritardi che stanno compromettendo la buona riuscita del piano vaccinale. Codacons ha inviato un primo esposto in seguito alla prima comunicazione diriduzione delle dosi da parte di Pfizer e un secondo atto relativo invece ad Astrazeneca. In entrambi i documenti si chiede alla procura di indagare sulle società e sugli “inadempimenti ad eventuali contratti con l’Unione europea e con l’Italia Oltre al mancato rispetto dei contratti ci si troverebbe poi di fronte a un’ipotesi di reato che riguarda la salute pubblica: il concorso nell’epidemia colposa. Il fascicolo (un modello “k”), però, al momento non contempla alcuna ipotesi e nessuno è stato iscritto sul registro degli indagati. PIEMONTE SALVO NEL 2024 Intanto, il programma vaccinale prosegue a rilento. previsioni di chi pensava di vaccinare il 70% della popolazione con due dosi ciascuno a marzo 2021 vanno sicuramente riviste, con qualcuno che addirittura ipotizza di dover aspettare fino al 27 novembre del 2025. Questa, almeno, era la data “calcolata” eri dalla applicazione sperimentale non ufficiale (ma che usa dati ufficiali) “Vaccini per tutti” che permette di stimare i tempi di avanzamento della campagna sulla base dei dati istituzionali. Il monitoraggio può avvenire anche regione per regione. Con il Piemonte che, al ritmo attuale, raggiungerebbe l’obiettivo il 18 maggio 2024. E gli autori della app spiegano perché. Nella nostra Regione, ricordano, «si è iniziato a somministrare il primo vaccino il 27 dicembre 2020. E a mercoledì 27 gennaio 2021, sono state somministrate 160.991 dosi, ma ne mancano 5.874.713 per vaccinare il 70% della popolazione con due dosi a testa. Al ritmo di 4.871 somministrazioni al giorno tenuto negli ultimi sette giorni, dunque, mancano 3 anni, 3 mesi e 6 giorni prima di raggiungere l’obiettivo Per farlo entro marzo 2021 bisognerebbe somministrare una media di 95.952 dosi al giorno». Che al momento non pare possibile. Elisa Sola
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