14 Gennaio 2021

Industria italiana ancora al palo Prospettive economiche incerte

La  produzione  industriale,  che  in  Europa  sta  dando  segnali  di  ripresa,  in  Italia  resta  al  palo  anche  le  prospettive  dell’economia  per  quanto  fine  anno  la  fiducia  di  famiglie  imprese  si  sia  leggermente  risollevata,  restano  offuscate  da  un  clima  di  forte  incertezza.  Tanto  che  consumatori  parlano  di  «Italia  nei  guai»  avanzano  anche  dubbi  sull’effettivo  contributo  dell’arrivo  dei  vaccini  per  la  ripresa.  dati  di  Eurostat  Istat  diffusi  nella  giornata  di  ieri  mostrano  un  panorama  europeo  in  cui  la  ripresa  dell’industria  prosegue,  mentre  l’Italia  continua  marciare  in  senso  contrario.  novembre  infatti  la  produzione  è  aumentata  in  termini  congiunturali  del  2,5  nella  zona  euro  del  2,3  nell’Ue  (a  ottobre  era  salita  rispettivamente  del  2,3  del  2%),  mentre  da  noi  cala  dell’  l’Italia  si  confronta  con  fenomeni  come  ad  esempio  l’Irlanda  Grecia  la  Danimarca  dove  si  registrano  incrementi  rispettivamente  del  52,8  del  6,3  del  5,3  Ma  secondo  l’Istat  la  produzione  industriale  italiana  è  diminuita  anche  rispetto  un  anno  prima,  con  un  calo  del  4,2  (tenendo  conto  del  fatto  che  giorni  lavorativi  di  calendario  sono  stati  21  contro  20  di  novembre  2019).  numeri  di  novembre  misurano  del  resto  il  consistente  impatto  della  pandemia  durante  tutto  l’anno  l’Istituto  di  statistica  spiega  infatti  che  questo  punto  l’indice  destagionalizzato  risulta  del  3,5  inferiore  quello  di  febbraio  2020  prima  che  scoppiasse  il  Covid.  Ad  accusare  il  colpo  sono  tutti  comparti,  con  il  calo  più  accentuato  per  beni  di  consumo  (-9,8  su  base  annua).  Nonostante  timidi  segnali  di  ripresa  nell’economia  internazionale  l’arrivo  dei  vaccini,  gli  economisti  si  mostrano  ancora  dubbiosi  sul  futuro,  in  particolare  su  quello  italiano.  Le  aspettative  per  prossimi  mesi  per  la  nostra  economia,  dice  infatti  l’Istat  «mantengono  un  elevato  grado  di  incertezza»  anche  se  «a  dicembre  la  fiducia  di  famiglie  imprese  ha  registrato  un  miglioramento».  novembre,  si  ricorda  infatti,  la  produzione  industriale  le  vendite  al  dettaglio  hanno  segnato  una  flessione.  Segnali  positivi  hanno  invece  caratterizzato  l’andamento  del  mercato  del  lavoro,  con  una  ripresa  della  tendenza  all’aumento  dell’occupazione  cui  si  è  accompagnata  una  decisa  riduzione  della  disoccupazione.  fine  anno  poi  si  è  attenuata  la  fase  deflativa  dei  prezzi  al  consumo.  «Nelle  ultime  settimane  del  2020,  il  riacutizzarsi  dei  contagi  nella  maggior  parte  dei  Paesi  ha  reso  necessarie  nuove  misure  di  contenimento  che  hanno  frenato  la  ripresa  economica  internazionale»  ricordano  gli  analisti  dell’Istat  spiegando  che  «il  lockdown  in  molti  casi  è  stato  parziale,  determinando  effetti  eterogenei  nei  settori  produttivi».  Quanto  al  futuro,  quindi,  «le  prospettive  economiche  globali  continuano  essere  dominate  dall’incertezza  legata  all’evoluzione  difficilmente  prevedibile  della  pandemia.  Tuttavia,  l’avvio  delle  campagne  di  vaccinazione  la  persistenza  di  diversi  segnali  di  recupero  definiscono  uno  scenario  moderatamente  favorevole».  Dai  consumatori  arriva  invece  un  chiaro  allarme:  l’Italia  è  «nei  guai»  avverte  Massimiliano  Dona,  presidente  dell’Unione  nazionale  consumatori,  mentre  per  il  presidente  del  Codacons  Carlo  Rienzi  anche  «l’arrivo  del  vaccino  anti-  non  basta  certo  risollevare  le  sorti  dell’economia  italiana,  il  prolungamento  delle  misure  governative  volte  contenere  contagi  avrà  effetti  anche  nel  2021,  con  una  ulteriore  contrazione  dei  consumi  da  parte  delle  famiglie  ed  effetti  diretti  su  industria  commercio».  Insomma,  il  Paese  naviga  nel  mare  dell’incertezza  nessuna  previsione  può  essere  avanzata  circa  le  prospettive  di  rilancio  fino  quando  si  dovrà  fronteggiare  un’emergenza  sanitaria  che  paralizza  quasi  ogni  comparto. 

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