Il Tar “salva” la Ddi e respinge il ricorso: «Non lede i diritti»
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fonte:
- Quotidiano di Puglia
Due giorni alla scadenza dell’ultima ordinanza sulla scuola del governatore pugliese, Michele Emiliano, con la quale, nonostante l’invito a prediligere la Ddi (Didattica digitale integrata) scelta di mandare i figli in presenza è rimasta, così come nel provvedimento che ha preceduto questo, alle famiglie. La famosa “scuola on demand” tanto criticata e avversata dai sindacati. Cosa accadrà, dunque, dopo venerdì 15? Il presidente emanerà un’altra ordinanza o aspettera il nuovo Dpcm previsto per il 16 gennaio? Per sapere bisognerà aspettare, ma oggi, per portarsi avanti, la Regione ha convocato un tavolo – si potrebbe dire propedeutico – attorno al quale siederanno, oltre a Emiliano e gli assessori alla Salute, ai Trasporti e all’Istruzione anche l’Ufficio scolastico regionale, sindacati, presidi e le società di trasporto. Intanto, proposito di Ddi, il Tar Puglia ha rigettato la richiesta di sospensione, fatta dal Codacons Lecce, dell’ordinanza con la quale la Regione il 5 gennaio scorso ha disposto la Didattica digitale integrata per tutte le scuole di ogni ordine e grado, eccezione dei servizi per l’infanzia e salvo richiesta esplicita della frequenza in presenza da parte delle famiglie per gli alunni del primo ciclo. Il ricorso era stato presentato dal Codacons, rappresentato dall’avvocato Luisa Carpentieri, da otto genitori di studenti pugliesi. Nel decreto del presidente Orazio Ciliberti è spiegato che «il riconoscimento di tale opzione sia sufficiente a garantire per i minori 14 anni la didattica in presenza alle famiglie che lo richiedano per i propri figli, mentre per gli adolescenti di età superiore ai 14 anni la didattica a distanza e quella integrata parrebbero più agevolmente praticabili, data la maggiore dimestichezza di quegli adolescenti con i mezzi telematici e la migliore organizzazione delle scuole superiori nel somministrare lezioni on line». Secondo il Tribunale amministrativo, quindi, «non sussiste un danno grave e irreparabile da prevenire o a cui porre rimedio in via di urgenza, anche in considerazione del breve periodo di vigenza» dell’ordinanza che scade il 15 gennaio. L’udienza di merito è fissata al 3 febbraio. Il Codacons Lecce, pur prendendo atto della decisione dei giudici ha sottolineato, per voce del suo responsabile, avvocato Cristian Marchello, «solo Emiliano ancora persiste con una linea che appare oggi più di ieri assolutamente incomprensibile». Ma il presidente ha ribadito: contagi salgono non per colpa della scuola ma perché si mettono in moto milioni di persone. L’ideologia sulla didattica in presenza come se fuori non ci fosse quello che c’è mi pare eccessivo. La didattica in presenza è preferibile – ha rilevato – ma la didattica a distanza è l’alternativa alla chiusura totale, un sistema che va utilizzato con intelligenza. Il genitore deve poter decidere se correre il rischio di contagio o teneri i figli a casa». E mentre si aspetta di capire se la scuola, anche in Puglia, riaprirà il 18 o, se invece, si continuerà a fare didattica restando a casa, gli studenti si organizzano e annunciano per venerdì una manifestazione di protesta a Bari, dopo gli scioperi e i flash mob di lunedì, giorno in cui, come da calendario del governo, si sarebbero dovute riaprire le porte delle superiori, sebbene con presenza al 50%. A Taranto, il Collettivo 080- degli Studenti Medi ha presentato la “Carta dei Diritti in Dad”, una documento per offrire agli studenti uno strumento di tutela per fronteggiare le piccole randi emergenze che frequentemente avvengono durante la didattica a distanza. «Dopo quasi un anno di Dad, un periodo che gli studenti hanno subito duramente a livello sociale e psicologico, la ministra dell’Istruzione Azzolina sta finalmente comprendendo gli effetti a lungo termine di questo nuovo metodo per l’erogazione della didattica, certo abusato dalla scuola italiana in questa lunga fase pandemica. dati di Save the Children sono allarmanti e confermano ciò che abbiamo sempre sostenuto riguardo la Dad -. Al momento sembra che non ci siano spiragli e che la didattica a distanza durerà ancora per un po’ – ha dichiarato Nicola Coppola, coordinatore del Collettivo 080- degli Studenti Medi – Per questo abbiamo scelto di lavorare su un qualcosa che potesse essere allo stesso tempo utile e costruttivo per gli studenti». Per far approvare la carta nella propria scuola bisogna presentarla al comitato studentesco (l’assemblea dei rappresentanti di classe) ai propri rappresentanti per formulare una richiesta al consiglio di istituto.
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