3 Gennaio 2021

I saldi stranianti in zona rossa

 

La stagione dei saldi in Basilicata è cominciata ufficialmente ieri «ma solo lunedì 4 con la riapertura dei negozi sarà possibile fare acquisti. Poi subirà interruzioni per riprendere a pieno ritmo giovedì 7»: a ri- l’anomalia è la Confcommercio che col suo Ufficio Studi nota come «la vendita promozionale di abbigliamento e calzature subisce le conseguenze delle restrizioni imposte dal Governo per le festività con le zone rosse nei giorni pre- e festivi. Con l’auspicio per i commercianti che la Basilicata torni ad essere zona gialla. E sempre per effetto della situazione di emergenza provocata dalla pandemia, muoveranno 1 miliardo in meno dello scorso anno, in totale 4 miliardi di euro contro 5». E’ la stima legata a un calendario che quest’anno si presenta «come un rebus» con le svendite che iniziano alla spicciolata. «Gli acquisti in saldo, secondo i commercianti, interesseranno oltre 15 milioni di famiglie e ogni persona spenderà circa 110 euro. La stagione anomala dei saldi invernali registra preoccupazioni tra gli esercenti lucani che hanno già subito danni consistenti nel periodo più importante per i regali». «Per i nostri associati – spiega Antonio Sorrentino, referente Federmoda- Potenza – sono tre le varianti che in questa fase di emergenza sanitaria hanno un peso diretto: la difficoltà finanziaria delle imprese dovuta al consistente calo di vendite; la situazione della merce nei magazzini; la scadenza dei pagamenti per la merce già prenotata in anticipo. Sulla base di queste varianti è difficile fare previsioni. Riteniamo opportuno – aggiunge Sorrentino – consentire alle attività commerciali la possibilità di gestire con maggiore flessibilità le strategie aziendali per incentivare gli acquisti e commercializzare l’invenduto Dunque oltre ai ristori sempre più necessari serve una misura necessaria per dare un po’ di respiro alle imprese commerciali, in particolare i negozi di abbigliamento e calzature, alle prese con le gravi difficoltà legate al coronavirus». Confcommercio Potenza in proposito ha lanciato una campagna – con lo slogan “Il negozio di vicinato è la tua famiglia: tienilo in vita” – per sensibilizzare i consumatori a rivolgersi ai negozi sotto casa: «L’e Covid sta mettendo a durissima prova la tenuta del sistema del commercio di vicinato e in particolare l’intera filiera della moda: necessario trovare quindi il modo di rinsaldare il patto che lega il negozio al consumatore, cercando di ampliare il più possibile il periodo delle occasioni di acquisto». Una campagna che a detta dei commercianti sta dando buoni risultati. «Le piccole e medie imprese e il commercio ambulante vivono difficoltà senza precedenti, soprattutto nell’abbigliamento calzature e oggettistica da regalo»: questo il commento dell’Ufficio Studi di Confcommercio, per il quale «la situazione del commercio nel complesso si può sintetizzare con i canoni già emersi prima della pandemia: nella grande distribuzione crescono molto i discount anche a scapito degli ipermercati, il canale tradizionale soffre, il commercio elettronico acquista rapidamente in accelerazione – quote di mercato». «È perciò, fondamentale – con- clude l’Ufficio Studi – che nei progetti che verranno messi in campo per la ripresa, anche attraverso i fondi europei, un ruolo centrale venga dato alle iniziative volte ad agevolare innovazione e digitalizzazione delle imprese commerciali di minori dimensioni, permettendone la sopravvivenza e contrastando i processi di desertificazione delle città». A POTENZA NEI NEGOZI CON L’AUTOCERTIFICAZIONE – «In un momento così difficile come questo della pandemia, ricevere i clienti con l’autocertificazione non è proprio quello che ci potevamo aspettare per questo Natale». Nel primo giorno dei saldi invernali in Basilicata, con in atto le prescrizioni da zona rossa per tutta l’Italia sono queste le parole dette all’Ansa da Nicola Maggio, imprenditore potentino che, con la sua famiglia, ha creato una catena di negozi di giocattoli, abbigliamento e calzature per bambini. «Noi – ha aggiunto Maggio – siamo ritenuti un servizio di prima necessità e possiamo restare aperti anche oggi, ma ora ci auguriamo che questa pandemia finisca il prima possibile». Più in generale, restrizioni da zona rossa e il maltempo hanno condizionato negativamente la prima giornata dei saldi in Basilicata, soprattutto nei centri storici di Potenza e Matera, dove si registrano pochissime presenze. È andata meglio, invece, nelle aree commerciali più periferiche, in particolare per i negozi di intimo e di abbigliamento e calzature per i bambini, tra i pochi a poter essere aperti oggi. A Matera, anche a causa della pioggia, il centro storico è praticamente deserto, con i pochi commercianti al lavoro che mettono in evidenza la differenza con quanto successo nel 2019 e nei primi giorni del 2020, quando la città dei Sassi (Capitale europea della Cultura nel 019) era quotidianamente invasa da turisti. Situazione simile nel centro storico di Potenza, dove, tuttavia, alcuni commercianti sono nei negozi per prepararsi al meglio per i prossimi giorni, quando si passerà in zona arancione. In alcuni casi, anche negozi che avrebbero potuto riaprire ieri, hanno deciso di posticipare a lunedì 4 (giorno arancione) addirittura al 7 gennaio l’avvio della stagione dei saldi. L’INVITO DI BARDI A COMPRARE LUCANO – «Da oggi abbiamo un motivo in più per comprare lucano. Scegliamo la Basilicata», ha scritto ieri, in un post su facebook, il presidente della Regione, Vito Bardi. «Iniziano i saldi – ha evidenziato il governatore -, sosteniamo l’economia lucana», aggiungendo l’hastag #iocomprolucano. UN MILIARDO DI EURO IN MENO – Oltre alla Basilicata, seppur frenate dal lockdown natalizio ieri le svendite invernali sono partite anche in Valle d’Aosta e Molise. In particolare i saldi ad Aosta sono partiti al rallentatore anche perché la città si presentava innevata dunque deserta anche per il freddo. Secondo la Confcommercio i saldi quest’anno muoveranno a livello nazionale 1 miliardo in meno dello scorso anno. E se anche Coldiretti parla di «saldi a rischio flop», Codacons chiede al Governo «di abrogare la normativa sui saldi di fine stagione, liberalizzando il settore almeno per tutta la durata dell’emergenza sanitaria».

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