«La festa illegale rovina l’immagine del Garda»
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fonte:
- Brescia Oggi
La levata di scudi è unanime, ed era inevitabile: al di là dele violazioni al Dpcm è una questione etica e morale. Ne sono convinti i rappresentanti delle categorie del turismo, interpellati a 48 ore dalla notizia che ha fatto il giro di Italia (e non solo): la festa senza freni a San Silvestro allo Splendido Bay di Padenghe, che si è chiusa con 126 persone multate, 400 euro a testa la pesante sanzione, dalla polizia locale che proprio ieri ha notificato l’ordinanza di chiusura per cinque giorni della struttura. Il «fascicolo» ora passa alla Prefettura di Brescia che potrebbe arrivare ad inasprire il provvedimento facendo lievitare i giorni di stop all’attività SEGUITO di un esposto del Codacons, sono in corso approfondimenti anche da parte della procura, che potrebbe acquisire a breve anche l’elenco dei nomi di tutti i presenti. Il blitz è scattato nel pomeriggio del 31 dicembre, a seguito della segnalazione di alcuni residenti insospettiti dal viavai di auto. sollevare i veli sotto cui era «nascosto» il party ci hanno pensato gli stessi partecipanti che sui social hanno postato video e fotografie della giornata nonostante la direzione della struttura si fosse raccomandata di non fare «uscire» alcuno scatto. «Prendiamo le distanze da quello che è stato l’atteggiamento di un singolo – spiega Marco Polettini, presidente di Brescia Tourism e del consorzio Hotel Promotion di Desenzano – Come categoria avevamo ben chiare le norme del Dpcm, e per questo a Desenzano abbiamo deciso collegialmente di tenere chiusi più di 40 alberghi per circa 3mila posti letto. Siamo di fronte a un atteggiamento irresponsabile e irrispettoso non solo della categoria ma di tutte le persone che hanno sofferto e ancora soffrono per il virus». Nessun accanimento con Ivan Favalli, il titolare dello Splendido Bay, ma nemmeno alcuna comprensione. «Non c’è solo il danno d’immagine Poletti – Temiamo anche l’inasprimento delle restrizioni. l’ultima cosa di cui abbiamo bisogno». SULLA stessa linea anche Emanuele Bonotto, membro del consiglio direttivo di Hotel Promotion e rappresentante dell’Associazione bresciana albergatori. «Ognuno ha la sua etica e può svolgere il suo lavoro come meglio crede – ricorda – Ma questo finché non si lede la reputazione dei colleghi. Qualsiasi scusa è inaccettabile: prendere le distanze da quanto accaduto è un dovere, perché chi fa impresa ha anche una responsabilità sociale. Meglio qualche soldo in meno, ma avere ancora una morale». DA PARTE sua Favalli, dopo un primo video in cui ha raccontato la propria verità, ieri si è scusato attraverso quei social che hanno dato il via alle polemiche. preme scusarmi per non essere stato in grado di gestire la situazione e il comportamento degli avventori nel migliore dei modi – spiega il titolare dello Splendido Bay – State sereni, non capiterà mai più. Per me è una questione di sopravvivenza, in un anno abbiamo perso 6 mesi di lavoro: il pranzo presso l’hotel era legalmente concesso, ci tengo a precisarlo. Ma con grande rammarico mi rendo conto di aver offeso tutte le persone che hanno sofferto per il Covid, sono 30 anni che gestisco locali con serietà e spero che questo fatto non vanifichi i sacrifici di una vita». Il gesto ha incontrato qualche timido favore. «Il signor Favalli è un imprenditore di successo – ricorda Gregorio Trebucchi, vicepresidente dell’associazione Desenzano Sviluppo Turistico e membro del direttivo della Pro loco – Le scuse si accettano, se sincere. Per dimostrarne la bontà potrebbe fare una donazione alla Caritas coinvolgendo i suoi facoltosi clienti, oppure dare vita ad una campagna a favore dei vaccini».
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