3 Gennaio 2021

L’incognita coronavirus sui saldi I negozianti temono il flop

 

RISERVATA ALESSANDRO BANFO  Saldi invernali al via con il punto interrogativo. Nonostante, storicamente, gennaio rappresenti un mese fondamentale per ogni negoziante, il Covid rischia di avere un impatto molto negativo sugli sconti di inizio anno, viste le restrizioni per queste festività a cavallo tra 2020 e nuovo anno. Fino al 6 gennaio compreso, infatti, l’Italia sarà tutta zona rossa (escluso il 4 arancione) da giovedì è probabile che il go- decida di confermare l’allerta massima per diverse Regioni. Non è un caso che molti territori stiano riflettendo sull’opportunità di rinviare di qualche giorno l’ok ai saldi, partiti ufficialmente ieri solo in Basilicata, Molise e Valle d’Aosta Il 7 toccherà a Lombardia, Piemonte e Sicilia, mentre l’Umbria partirà il 9, il Lazio il 12, il 16 le Marche e la Provincia Autonoma di Bolzano, con la Liguria che inizia il 29, l’Emilia Romagna, Toscana e Veneto il 30 gennaio. Il problema è che già negli ultimi mesi i commercianti sono stati costretti a proporre in forte sconto diversi prodotti e si teme una stagione di saldi molto sotto le attese dopo un 2020 decisamente da dimenticare e che ha costretto molti esercizi ad abbassare per sempre la saracinesca. Dopo l’allarme di Confcommercio arrivato il primo gennaio (il Covid avrebbe tagliato un miliardo di spesa), anche Coldiretti avvisa: saldi prendono il via solo per gli acquisti dei prodotti tipici delle feste di Natale e Capodanno offerti con sconti fino al 70%, dai cotechini ai pandori, dai panettoni ai torroni fino alla frutta secca». ancora: oltre un’impresa su cinque (il 21%) pensa che nel 2021 non ci sarà alcuna ripresa dell’economia a causa delle pesanti conseguenze dell’emergenza Covid con bilanci in rosso, tagli del fatturato e crollo dei consumi. Un dato che emerge dall’indagine dell’Unione europea delle cooperative (Uecoop) su un campione nazionale di aziende, in occasione della partenza dei primi saldi in Italia dopo un calo di quasi l’ delle spese delle famiglie e la chiusura di oltre 390mila attività a livello nazionale. Una situazione che preoccupa anche il Codacons, che chiede al Governo «di abrogare ine stagione, liberalizzando il settore almeno per tutta la durata dell’emergenza sanitaria». Il motivo? Nelle Regioni dove sono ufficialmente partiti oggi i saldi stanno registrando un flop clamoroso, con negozi deserti e nessun cittadino a caccia di affari. «Nei prossimi giorni i saldi partiranno in altre regioni italiane in concomitanza con i limiti anti- imposti dal Governo, il quadro sarà purtroppo lo stesso di oggi, con strade deserte e pochissimi consumatori che faranno acquisti, al punto che le vendite registreranno contrazioni fino al -50% rispetto allo scorso anno», conclude l’associazione dei consumatori. Anche per il commercio il 2021 parte in salita.

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