23 Dicembre 2020

IL CODACONS AVVERTE: «METÀ ASSEGNO SPESO PER RATE E BOLLETTE» Tredicesime, la Covid crisi ha tagliato circa 10 milioni di euro

 P E R U G I A Per chi l’ha riscossa una tredicesima spesa con maggiore parsimonia rispetto al passato, ma per quasi 30mila lavoratori, in cassa integrazione a zero ore, la gratifica natalizia è un lontano ricordo. L’emergenza Covid ha infatti avuto riflessi sia sull’ammontare delle tredicesime che sulla loro destinazione. soggetti destinatari dell’assegno extra in Umbria si stima siano circa 460mila per i quali si calcola un totale di circa 510 milioni di euro di tredicesime, in calo rispetto allo scorso anno. Le ultime stime del Centro studi mercato del lavoro e contrattazione dell’associazione Lavoro & Welfare, parlano, infatti, di 135 milioni di euro al netto dell’imposizione fiscale persi dai lavoratori umbri alle prese con gli ammortizzatori sociali. Risorse che comprendono anche la mancata tredicesima. «Chi è stato a zero ore per ogni mese, non la matura – si osserva da Lavoro & Welfare chi è stato in cassa integrazione solo per una parte, la perde in relazione alle ore non lavorate causa Cig». Si calcola, quindi, che manchino all’appello oltre 10 milioni di euro di tredicesime, sfumate perché il lavoratore ha usufruito di meccanismi di integrazione al reddito (Cig o fondo di solidarietà). «In media ogni lavoratore in cassa integrazione a zero ore per undici mesi – spiegano da Lavoro & Welfare – ha perso intorno ai 5mila euro di reddito, circa 460 euro al mese». Lo stesso importo che, mediamente, possiamo dire sia stato tagliato dalla busta paga di dicembre di tali lavoratori, acuendo le criticità. «Sono molteplici le difficoltà che stiamo riscontrando nelle famiglie in questo periodo – osserva Fabrizio Fratini, presidente Ires Cgil Umbria – per il pagamento degli affitti ma anche per il peso fiscale che grava su lavoratori dipendenti e pensionati». La situazione sanitaria incide anche su come tali soldi arrivati (per i pensionati) in arrivo (per molti lavoratori privati) saranno spesi. «Un quarto sono destinati a pagare rate di mutui e prestiti che molte famiglie hanno dovuto contrarre per la crisi legata all’emergenza Covid», spiega Carla Falcinelli, presidente del Codacons Umbria. «Persone che hanno subito perdite importanti e che fanno fatica ad affrontare le spese domestiche. A seguire, un 22% è impegnato per bollette e utenze, mentre un quinto per tasse e tributi del 2020 e 2021». Due voci appaiono in salita rispetto al passato. «Una quota maggiore (circa il 12%) è indirizzata verso il risparmio, dimostrazione del clima di incertezza che regna nelle famiglie, un altro 10 invece è impiegato per sostenere spese mediche e sanitarie: chi può permetterselo, ha iniziato a rivolgersi ai privati per risolvere problemi che la sanità pubblica in questo periodo non riesce ad affrontare». Quanto alla quota in regali e strenne, Confcommercio Umbria stima un calo di oltre l’ della quota di tredicesima destinata ai consumi e un calo del 18% della spesa complessiva per i regali di Natale. Conseguenza di «un’atmosfera di incertezza» che per l’organizzazione «ha colpito anche la consolidata abitudine di iniziare a fare regali a fine novembre». Mancano all’appello inoltre, le spese per viaggi, vacanze, pranzi e cene al ristorante o in pizzeria. «La voglia di acquisti c’è – ag- Carla Falcinelli – ma si tende a scegliere beni o servizi utili, dall’elettronica all’abbigliamento personale». Una spinta la sta fornendo anche il cashback. «Dubbiose per la tutela della privacy rispetto a Immuni, le persone hanno invece fatto ore di coda alle poste per ottenere l’identità digitale e attivare l’app “Io” per ottenere gli
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