20 Dicembre 2020

Ancora buche rischio eterno sulle strade

Cratere Roma. È bastato che piovesse incessantemente per qualche giorno perché nelle strade della capitale cedessero tutti i rattoppi fatti nel corso degli anni. Dal centro alla periferia, sono tornate le buche killer, prodotte da un mix di incuria, lavori eseguiti non a regola d’arte e mancati controlli sulle ditte che vincono le gare d’appalto grazie al massimo ribasso. Un meccanismo infernale, che porta poi le imprese vincitrici a subappaltare senza farsi troppi problemi sulla sicurezza e la qualità dei materiali. Una modalità così diffusa che in procura si accumulano fascicoli e istruttorie per verificare se esista il dolo. Così come si accumulano le denunce dei cittadini, con il Codacons in prima fila. In questi giorni prenatalizi, Roma è una pericolosa groviera a cominciare dai lungotevere, sempre sottoposti al pressing dei veicoli in corsa, che meriterebbero una ben più sistematica e capillare attività di manutenzione. Via dei Cerchi, che collega l’Aventino con il Campidoglio costeggiando il Circo Massimo, dovrebbe essere una strada vetrina, costantemente tirata a lucido. Invece, con la sua alternanza di sanpietrini e asfalto che mal si armonizzano esteticamente, si è trasformata in una trappola soprattutto per gli scooter, in costante rischio di incidente per i tombini che impropriamente vengono fuori dal livello stradale. D’altra parte è ormai noto che molte case produttrici di scooter hanno scelto proprio Roma come banco di prova per i loro stress test. «Se resistono a Roma — è la convinzione dei produttori — resisteranno a tutto». Ma per i romani percorrere in auto, in moto o in bici le strade della loro città non è affatto un gioco. Gli avvallamenti improvvisi, dislivelli dei rattoppi fatti male sono un costo fisso sulle sospensioni e i cerchioni da cambiare. Anche via Nazionale se ne sta in agguato con il suo mix di sanpietrini e asfalto, e ci sono dei punti, come all’altezza di via di San Vitale, in cui questa dannata combinazione diventa un reale pericolo per pedoni e automobilisti. Anche piazza Vittorio e piazza Santa Maria Maggiore sono un concentrato di buche, diventa simbolico dello stato di abbandono che da troppo tempo subisce la capitale. In aiuto delle strade di Roma il Campidoglio si era appellato anche all’esercito sarebbe stato il genio militare a riasfaltare i crateri in nome della sicurezza. Una speranza che non ha avuto seguito e a rattoppare le buche di Roma sono finiti i vigili urbani, che per la pubblica incolumità sono stati chiamati più volte in passato a gettare cemento a freddo sulle voragini delle strade capitoline o addirittura a chiudere le strade fino a che la ditta di pronto intervento a disposizione del Comune non fosse intervenuta. Bisogna riconoscere che, anche se con estremo ritardo, questa amministrazione è intervenuta con un piano per il rifacimento delle strade. Ma evidentemente le strade sottoposte a restauro sono ancora troppo poche per la capitale

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