11 Dicembre 2020

Scuola, vince la paura del contagio pochi bambini tornano tra i banchi

Sono tornati a scuola un po’ alla spicciolata. Come era già successo per le prime elementari. Ieri gli scolari di seconda, al loro rientro in classe dopo ormai due mesi di Dad, hanno in molti casi preferito restarsene a casa. O meglio, genitori spaventati dal Covid hanno scelto, per i figli, di farli assentare, di non mandarli a scuola, di tenerli a casa anche se ormai, casa, non possono neppure più seguire la didattica a distanza. Vuote molte aule di seconda elementare, macchia di leopardo in tutta la città. Semideserte molte classi, con appena 3 o 4 alunni. Le scolaresche al completo sembrano rappresentare un’eccezione ma quando ci sono l’euforia si taglia col coltello. «Erano così felici che faticavo a tenerli a bada» racconta la maestra Eliana, scuola De Amicis. «Il piccolo Lorenzo – racconta Paola, insegnante – mi ha raccontato il suo incubo di questa notte: restare a casa senza compagni anche oggi». E mentre a Salerno e Napoli torna oggi e domani la mobilitazione ei genitori che chiedono la riapertura delle scuole come previsto dalle norme nazionali sulle zone arancioni, ad Avellino il Tar accoglie il ricorso di alcune famiglie contro l’ordinanza sindacale che vietava le lezioni in presenza anche ai piccoli dell’infanzia e delle prime e seconde elementari. Il presidente del Tribunale amministrativo Leonardo Pasanisi ha disposto l’immediata sospensione dell’ordinanza sindacale perchè “non appare giustificata neanche in applicazione del generale principio di precauzione”. Un precedente che può fare giurisprudenza anche negli altri Comuni i cui sindaci (e sono oltre 140 in Campania, ad iniziare da Caserta, guidata dal presidente regionale dell’Anci Carlo Marino) hanno deciso provvedimenti più restrittivi delle ordinanze regionali che invece hanno riportato in classe gli scolari fino alla seconda elementare. Possibile, però, che il sindaco di Avellino Gianluca Festa emetta una nuova ordinanza motivando la chiusura con nuovi, più convincenti argomenti. La mobilitazione delle famiglie No Dad, intanto. Domani la protesta va in scena in mattinata a piazza Vanvitelli, Napoli, oggi a Salerno, partire dalle 17. Appuntamento alla Stazione centrale, poi lungo il corso Vittorio Emanuele, con un’azione di volantinaggio che preannuncia una diffida al sindaco di Salerno «per far ritornare la Campania in Italia». E una diffida giunge anche dal Codacons, contro tutti i sindaci che tengono le scuole chiuse e contro il governatore Vincenzo De Luca: «Il Dpcm del 3 dicembre è chiaro, si sarebbero dovute riaprire le scuole fino alla terza media e dal 7 gennaio dovranno essere le secondarie di secondo grado ad aprire mantenendo una piccola percentuale in dad» spiega il vicepresidente nazionale del Codacons Matteo Marchetti. «Nel caso in cui le scuole non dovessero riaprire si adirà l’autorità giudiziaria. Questa è una battaglia di civiltà, siamo l’unica regione d’Europa a non aver mandato i propri figli a scuola, tra l’altro una regione che ha una povertà educativa così alta». Non sono escluse neppure «azioni risarcitorie». ieri si è riunito in prefettura il tavolo di coordinamento per la ripresa delle attività scolastiche a gennaio, come previsto dall’ultimo Dpcm. Il tavolo, presieduto dal prefetto Valentini, definirà una strategia per conciliare le esigenze della ripresa scolastica con quelle della mobilità

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